Politica e Sanità
24 Settembre 2013«Non è una scelta contro qualcuno». Lo precisa Franco Gariboldi Muschietti, (ex) presidente di Federfarma Treviso intervistato da Farmacista33 all’indomani della decisione di fuoriuscire dalla Federazione nazionale dando a un nuovo sindacato Farmacieunite. «Si tratta semplicemente di un nuovo vestito, ossia un nuovo statuto» ridimensiona l’accaduto Gariboldi. «Una scelta ponderata, visto che se ne parla dal 2010. Non certo un fulmine a ciel sereno, perciò, nemmeno per la dottoressa Racca, cui erano arrivati segnali molto chiari delle nostre intenzioni». I numeri dell’assemblea non sono plebiscitari, però, visto che i favorevoli sono 99 su 139 votanti e su un totale di 193 farmacie. «Non è esattamente, così» si affretta a precisare il presidente di Farmacieunite «intanto le farmacie sono 188. Ma al di là di questa precisazione, esiste un meccanismo di deleghe. Noi per trasparenza non abbiamo considerato le deleghe in bianco e tra le altre prevalgono gli astenuti e i contrari. Di fatto si può parlare di oltre il 70% di adesioni. Per gli altri» aggiunge Gariboldi «è più corretto parlare di incerti che di contrari. Noi abbiamo fatto incontri di zona per chiarire tutto, ma siamo a disposizione per venire incontro alle richieste di tutti. La mia speranza, ovviamente, è che restino in associazione». Pensa di avere aperto una breccia all’interno del sindacato nazionale? «Difficile rispondere. Di sicuro il malcontento rispetto all’attuale direzione c’è ed è anche rilevante, altro poi è fare quello che abbiamo fatto noi. Un passo particolarmente difficile, per esempio, nelle realtà del centro sud dove il vincolo a Credifarma e ai suoi benefici è stringente». Il presidente Racca, dal canto suo, sottolinea come, nonostante un’instabilità politica persistente, la sua “reggenza” abbia portato risultati importanti dalla ricetta medica in farmacia alla farmacia dei servizi fino alla riforma della remunerazione. «Al di là dell’instabilità politica, che è un dato di fatto, per il resto ho molte perplessità sulle affermazioni di Annarosa Racca. La ricetta medica, per cominciare, è sempre meno in farmacia. Un successo? Poi c’è il capitolo remunerazione rimandata al dicembre di quest’anno e che inevitabilmente ripartirà da un calcolo più basso e meno remunerativo per la professione. Infine il capitolo farmacia dei servizi. È vero la legge c’è, ma non esiste un regolamento applicativo corretto, con il risultato che i farmacisti si devono arrangiare. Un’ultima notazione riguarda l’adesione a Unindustria, l’Unione degli industriali della provincia di Treviso associata a Confindustria. Scelta opportuna? «Siamo affiliati da marzo 2013» risponde il presidente di Farmacieunite «e la decisione non sembrava aver sconcertato nessuno. Comunque non siamo soci e questo incide sul nostro potere contrattuale. Aderiamo semplicemente per i servizi che vengono offerti, non esiste alcun altro tipo di influenza». In conclusione Gariboldi manda un messaggio rassicurante agli incerti: «Continueremo a dare servizi alla farmacia, forse anche qualcuno in più. Noi non siamo contro nessuno e non ci sarà alcun problema a trattare direttamente in Regione insieme a Federfarma Veneto per obiettivi condivisi».
Marco Malagutti
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