Login con

Politica e Sanità

26 Settembre 2013

Da cliente, il farmacista preferisce i generici


I farmacisti sono i maggiori acquirenti di farmaci generici, al pari dei medici e seguiti dagli infermieri. La classifica emerge da ricerca, condotta alla Chicago Booth school of business da Jean-Pierre Dubé, docente di Marketing, Matthew Gentzkow e Jesse M. Shapiro, docenti di Economia. Incrociando questionari diretti e dati di vendita di alcune grandi catene statunitensi, gli autori hanno voluto indagare l’effetto dei grandi marchi sulla propensione all’acquisto dei consumatori. È risultato che quasi il 90% dei farmacisti acquista medicinali generici per curare il mal di testa, contro il 71% del consumatore medio e, dato che negli Stati Uniti la differenza di prezzo tra prodotti branded e non-branded è considerevole, oscilla infatti dal 50 al 70%, se tutti i consumatori adottassero questo comportamento si potrebbero ottenere enormi risparmi. Per fare un esempio concreto: il mercato degli analgesici da banco di marca, utilizzati per il mal di testa, crollerebbe del 55%, il suo fatturato si ridurrebbe del 50% e, di conseguenza, la spesa totale per questa categoria terapeutica calerebbe del 15%. Risparmi simili, ma con percentuali via via inferiori, si ottengono allargando il campo di osservazione ad altri prodotti per la salute: la spesa di marca cala del 24% e la spesa totale del 5%. I fattori che restano determinanti per la scelta del generico sono, in quest’ordine: la capacità di riconoscere i principi attivi, esercitare una professione sanitaria, un elevato livello di istruzione, possedere un buon reddito. Volendo semplificare si può dire che chi conosce bene gli ingredienti di un prodotto è molto meno incline a farsi confondere dalle informazioni pubblicitarie. Infatti, nello stesso studio i ricercatori hanno ripetuto l’indagine con un campione di chef professionisti e l’acquisto di alcuni ingredienti base come sale, zucchero e lievito. I risultati sono stati gli stessi: i professionisti della cucina nell’80% dei casi acquistano prodotti non di marca, rispetto al 61% del consumatore medio. Ma in questo caso i risparmi per la comunità sarebbero meno rilevanti perché il costo delle materie prime è già basso e i brand costano solo l’8% in più.

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

28/12/2019

Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...

27/12/2019

La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...

27/12/2019

Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...

A cura di Lara Figini

27/12/2019

Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Rapporto di Sostenibilità di TePe per il 2022

Rapporto di Sostenibilità di TePe per il 2022

A cura di TePe

Nel 2025 la spesa farmaceutica totale ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, trainata dalla crescita a doppia cifra degli acquisti privati. Tirzepatide è il farmaco di classe A più acquistato...

A cura di Redazione Farmacista33

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top