Politica e Sanità
30 Settembre 2013Esistono specifiche indicazioni di comuni farmaci antipsicotici che sono potenzialmente inutili e talvolta dannose. Ne è convinta l’American Psychiatric Association (Apa), tanto da stilarne un elenco che contiene, secondo Jeffrey Lieberman, presidente dell’Apa, «preziose informazioni per aiutare i pazienti e i medici che intraprendono conversazioni importanti sulle opzioni di trattamento sulla scelta informata circa il tipo di assistenza sanitaria». La lista fa parte dell’iniziativa “Choosing wisely” (“Scegliere saggiamente”), varata dall’American board of internal medicine (Abim), che prevede la creazione di gruppi di esperti mirata a redigere 30 ulteriori elenchi riguardanti test e procedure che possono essere oggetto di ricorso eccessivo o improprio. «Da quando Choosing wisely è stata varata nel 2012» commenta Richard J. Baron, presidente e amministratore delegato della Fondazione Abim «la campagna ha ispirato un dialogo proficuo su ciò che è veramente necessario negli studi medici, nelle comunità, negli ospedali e nei sistemi sanitari dell’intera nazione». Le raccomandazioni più rilevanti contenute nel documento Apa sono 5: non prescrivere farmaci antipsicotici per ogni paziente per qualsiasi indicazione senza valutazione iniziale appropriata e adeguato monitoraggio continuo; non prescrivere di routine due o più farmaci antipsicotici contemporaneamente; non usare antipsicotici come prima scelta per il trattamento dei sintomi comportamentali e psicologici della demenza; non prescrivere di prassi farmaci antipsicotici come intervento di prima linea per l''insonnia negli adulti; non prescrivere abitualmente farmaci antipsicotici come intervento di prima linea in bambini e adolescenti per una diagnosi diversa rispetto a quella di disturbo psicotico. L’obiettivo di queste linee guida, sottolinea Lieberman «non è escludere l''uso dei farmaci antipsicotici per queste indicazioni e popolazioni, ma sottolineare che prima devono essere considerate altre opzioni di trattamento, e che i pazienti devono essere coinvolti nell’esposizione del razionale della scelta terapeutica e sui suoi potenziali rischi e benefici».
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