Politica e Sanità
30 Settembre 2013Un personal trainer del benessere e della salute che prenda in carico il cliente e crei per lui un progetto di salute al lungo termine in cui giocano un ruolo importante gli integratori come strumento di prevenzione e cura. Questa l’evoluzione del farmacista del futuro secondo Roberto Giampietri, consulente marketing e docente di economia e marketing dei medicinali della Facoltà di Farmacia dell’Università di Milano, e indicata dalle recenti indagini presentate in occasione di un seminario Federsalus svoltosi venerdì a Milano. «In uno scenario di mercato in cui i prodotti salutistici risultano non risentire della crisi, anzi sono, anche se di poco, in crescita» afferma l’esperto «il farmacista deve attrezzarsi per rispondere alle nuove istanze dei consumi. La farmacia resta ancora il canale di riferimento per l’acquisto di integratori perché nella ricerca di problema-soluzione, la presenza di un professionista crea la sinergia tra integratore e farmaco di automedicazione o con altri integratori e aggiunge informazioni adeguate». La cura del sé, spiega Giampietri è oggi «ambita da tutti i ceti ed è diventata un bene indispensabile, in particolare per una nuova fascia, emergente nell’ultimo decennio, che va dai 55 ai 65 anni. Sono i giovani-anziani sani che usciti dal mondo del lavoro cercano qualcosa che li faccia performare di più e li aiuti a migliorare il loro stato di benessere per il futuro». Secondo l’esperto si tratta di un nuovo target di quella che definisce «la farmacia dei sani e che nella figura del farmacista vede il prescrittore di benessere, colui che lo prende in carico con un progetto di salute e che lo segue nel tempo con consigli. Nel farmacista, inoltre, individua l’interlocutore che conosce i prodotti alternativi al farmaco, per il quale il referente resta il medico». L’evoluzione verso questo tipo di presa in carico, prosegue Giampietri, è «quella verso cui spinge il Servizio sanitario nazionale che va sempre più verso una sanità d’azione, basata sulla prevenzione, oltre che sulla gestione delle cronicità sul territorio. In questo scenario, il farmacista gioca un ruolo importante che si esplica pienamente nella Farmacia dei servizi. Un modello che elargisce un trattamento più complesso, una consulenza a 360° che, alla dispensazione del farmaco, aggrega integratori, informazioni la cultura del benessere, ed esami diagnostici. Si tratta di una nuova responsabilità che chiede al professionista di reinventare il proprio ruolo».
Simona Zazzetta
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