Politica e Sanità
10 Ottobre 2013Farmacap è la società che gestisce le farmacie comunali romane ma ora, con un deficit di 15 milioni di euro è a serio rischio di chiusura. La situazione è emersa in tutta la sua gravità nel corso dell’audizione del direttore generale Farmacap Michele Guarino alla commissione Politiche sociali presieduta da Erica Battaglia. L’Azienda speciale farmasociosanitaria capitolina – Farmacap ha in carico la gestione di 44 farmacie comunali nella capitale e offre occupazione a circa 360 dipendenti: è evidente l’interesse a fare il possibile per salvarla, ma i bilanci in rosso. Il consigliere comunale del gruppo misto Mino Dinoi ha dichiarato che, «perché Farmacap si salvi, è necessario che l’amministrazione si faccia avanti con una proposta di rilancio per l’azienda che rischia il default, ma dobbiamo fare in fretta visto che siamo alla vigilia dell’approvazione del bilancio». Minoi ha ricordato il servizio, a tutti gli effetti, sociale offerto dall’azienda e ha rivolto l’appello, in particolare, all’assessore alle Politiche sociali del comune di Roma Rita Cutini. La replica non si è fatta attendere: «la preoccupazione del consigliere Dinoi – ha assicurato Cutini - è anche la mia, così come della presidente Battaglia. Abbiamo avviato delle verifiche e, ottenute tutte le valutazioni, elaboreremo una nostra proposta per la Farmacap, confermando la nostra chiara intenzione di non svendere né chiudere quello che è per noi un asset del Comune». Sulla questione si è espressa Assofarm, rivolgendosi direttamente al sindaco e segnalando che in tutto il Paese si sta diffondendo il fenomeno della vendita (e talvolta svendita) di farmacie comunali: «un patrimonio costruito negli anni con ingenti investimenti di risorse pubbliche».
Assofarm sostiene che «oggi le farmacie comunali non rendono più come in passato non per il venir meno del loro ruolo sanitario locale, né per errori di gestione, ma per scelte profondamente discutibili da parte dello Stato», che le ha utilizzate come «salvadanaio utile a ripianare i disavanzi causati da una spesa ospedaliera fuori controllo»: ma gli spazi per un rilancio ci sono tutti e scegliere la più facile via della vendita è sbagliato.
Renato Torlaschi
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