Politica e Sanità
14 Ottobre 2013Non tutte le regioni hanno provveduto a rendere pubblica la composizione della commissione esaminatrice, come invece previsto dai criteri di trasparenza previsti dalla vigente normativa. Alcune regioni, come l''Emilia Romagna, sollecitate a farlo, hanno risposto in senso affermativo. Tuttavia, segnala Maurizio Cini, vicepresidente Utifar, in un commento inviato a Farmacista33, ci sono casi in cui è stata espressa la volontà di non renderla pubblica per il timore che i componenti subissero delle pressioni.
Molti si chiedono come sta andando il concorso straordinario per l’assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche volute dal Governo Monti. Ebbene tutte le regioni hanno pubblicato il bando (ad esclusione delle province autonome di Trento e di Bolzano), con ultima la Campania in data 10 giugno 2013 mentre sono ancora in corso le procedure di un precedente concorso ordinario. Sicuramente il numero dei concorrenti è di almeno 30.000, tenuto conto che quasi la metà delle domande è in forma associata e che buona parte dei concorrenti hanno partecipato in due regioni.
In assenza di notizie ufficiali, c’è motivo di ritenere che le regioni stiano esaminando le domande, per quanto attiene ai requisiti formali richiesti dal bando. La regione Emilia-Romagna ha così dovuto prorogare di 180 giorni i termini di conclusione del concorso, indicando come motivazione l’elevato numero di domande: 3.310 con 5.740 concorrenti. Il termine per la conclusione del concorso nella regione andrà quindi a scadere il 180mo giorno successivo al 21 agosto 2013 (entro sei mesi dalla nomina della commissione). A tale proposito Utifar sta procedendo a invitare le regioni, che non hanno reso pubblica la composizione della commissione, a farlo e, a tale proposito, la regione Emilia-Romagna ha risposto in senso affermativo. Si è pertanto in attesa di vedere pubblicata la relativa determinazione n. 1464 del 21.2.2013. È doveroso comunque riconoscere che quasi la metà delle regioni ha pubblicato l’atto di nomina della commissione.
È infatti indubbio che la composizione della commissione debba essere resa pubblica in base ai criteri di trasparenza previsti dalla vigente normativa di cui al D.Lvo 14.3.2013 che afferma come la trasparenza concorre ad attuare il principio democratico ed il principi costituzionali di uguaglianza, imparzialità e buon andamento, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino. Così come recita l’art. 1.
Alcuni candidati avevano chiesto verbalmente alla regione di conoscere la composizione della commissione nominata, ricevendo risposta circa la volontà di non renderla pubblica per il timore che i componenti subissero delle pressioni. A una simile affermazione, che definirei tra il patetico e l’aberrante, si adatta pertanto perfettamente il contenuto dell’art. 1 della norma sopra riportata, in quanto la segretezza della commissione andrebbe a favorire, semmai, i più informati ed offenderebbe gravemente la dignità dei commissari i quali ricoprono senza alcun dubbio la qualifica di pubblici ufficiali.
Maurizio Cini
Vicepresidente Utifar
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