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Politica e Sanità

21 Ottobre 2013

Sifo: il modello del farmacista di reparto è tutto italiano


La Società italiana di farmacia ospedaliera, che ha chiuso ieri a Torino i lavori del suo 34° congresso, considera prioritaria la questione del farmacista di reparto. Lo ha ribadito la presidente Laura Fabrizio, sicura che una simile figura professionale sarebbe di grande utilità in ambito sanitario. Da un lato l’appoggio e la consulenza fornita all’attività del medico, dall’altro la possibilità di risparmiare cifre considerevoli operando sugli sprechi, la razionalizzazione delle scorte e il corretto uso del farmaco. «Il modello» precisa Francesco Cattel, responsabile Area farmacia clinica dell’Ao Città della salute di Torino (ex Molinette) e presidente del congresso, «non è tanto quello statunitense, nel quale la presenza diffusa dei farmacisti di reparto è legata ai forti controlli esercitati dalle compagnie di assicurazione, quanto quelli spagnolo e tedesco, che fanno riferimento ai sistemi sanitari più simili al nostro. In Spagna e Germania il farmacista di reparto, pur continuando a fare capo alla farmacie centrale della struttura ospedaliera, è molto presente al fianco di medici e pazienti». Una sperimentazione in Italia è già stata avviata e conclusa, nei dipartimenti di Oncologia di cinque ospedali nazionali, dando ottimi risultati: 250.000 euro annui di risparmi medi sui farmaci nelle strutture prese a campione. «L’esperienza torinese è stata di grande soddisfazione», sottolinea Cattel, che ha seguito da vicino la sperimentazione svoltasi alle Molinette, «e, in prospettiva, potrebbe essere di aiuto anche in termini di occupazione, visto che è un servizio che si finanzia da solo. Al momento 150 nuovi professionisti entrano ogni anno nelle farmacie ospedaliere, quanti ne bastano per soddisfare il turn over di quelli in uscita. Il corso di studi andrebbe riformato: nove anni tra laurea e specializzazione sono troppi se poi si fanno tanti esami doppi e poca esperienza clinica». Nel febbraio scorso Sifo ha avviato un nuovo progetto di studio sul farmacista di reparto, questa volta incentrato sulla migliore gestione delle terapie antimicrobiche.

Giuseppe Tandoi

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