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Politica e Sanità

24 Ottobre 2013

Elettrocardiogramma in farmacia: dalla cronaca un punto a favore


Mai come in questo caso la farmacia può considerarsi un presidio sanitario sul territorio: a Parma, si legge tra le pagine della Gazzetta locale, una signora di 72 anni è stata soccorsa dai farmacisti di fiducia che, grazie a un elettrocardiogramma, hanno intercettato un problema cardiaco e indirizzato la paziente all’ospedale. «La signora non si sentiva bene» è il racconto dei farmacisti «e aveva bisogno di misurarsi la pressione, così l’abbiamo subito accontentata. Lo strumento di cui disponiamo rivela al tempo stesso anche la fibrillazione atriale. E oltre alla pressione è stato segnalato un ritmo cardiaco non regolare. Avendo a disposizione anche l’apparecchiatura per l’elettrocardiogramma, l’abbiamo sottoposta a questo secondo esame. Il risultato in tempo reale è stato inviato on line a un centro di cardiologi e il referto è stato immediato. La signora aveva un blocco atrioventricolare e ci è stato consigliato il ricovero». All’arrivo del medico del 118, la signora è stata portata all’ospedale ed è in attesa di un intervento chirurgico. Nello stesso articolo, il presidente dell’ordine di Parma, Andrea Melegari, ha fatto il punto sui servizi di questo tipo in farmacia, spiegando che non esiste una mappatura della presenza di apparecchiature per elettrocardiogramma, ma alcuni presidi dispongono anche di un defibrillatore e si dotano di queste strumentazioni a seconda delle necessità e della presenza di personale formato. Intanto, sempre sul tema, da Torino arriva la notizia, riportata sulla Stampa, di una start up che ha dato vita a un dispositivo portatile per elettrocardiogrammi (Cardiopad) da destinare alle farmacie, che prevede l’integrazione con una piattaforma cloud e la possibilità di collegarsi tramite Wi-Fi o Umts per inviare i dati in alta definizione. Il tracciato confluisce in una banca dati a cui hanno accesso paziente, farmacista - che può vedere solo i dati più recenti - e medico. L’azienda ha dichiarato di avere già coinvolto, per l’attivazione del progetto, farmacisti e medici.

Francesca Giani

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