Politica e Sanità
07 Novembre 2013La spesa farmaceutica è in continuo calo in tutte le regioni, nel 2012 è scesa ai livelli del 2001 e per il 2013 la previsione è di una riduzione di 2 o 3 punti percentuali. Ma il fondo non è stato ancora toccato. «Tutto secondo le attese, dicono. Ma le attese di chi?» commenta a Farmacista33, Carlo Ranaudo, docente di Analisi di mercato presso la facoltà di Farmacia dell''Università Federico II di Napoli
«Il 2012 è l'Annus horribilis: la spesa scende ai livelli del 2001 con un calo continuo che dura da 10 anni. Ma il fondo non è stato ancora toccato. Le proiezioni del 2013, salvo improbabili inversioni di tendenza, porteranno numeri ancora più bassi con un ulteriore calo del 2-3%. E mai come in questa vicenda l'Italia è unica e indivisibile. Praticamente In tutte le regioni la spesa è inferiore a quella dello stesso periodo dell'anno precedente con punte del 4,2% in meno in Emilia, Calabria e Liguria e addirittura un -7,5% in Sardegna. Percepisco, ma forse è una mia impressione errata, una malcelata soddisfazione nel commentare il mancato sforamento del tetto programmato quest'anno previsto al 11,35%. Un andamento si scrive, in linea con le attese, ma c'è da domandarsi con le attese di chi? Forse con le attese di chi ogni anno continua ad abbassare il fondo sanitario e di conseguenza il tetto programmato, con le attese di chi si interessa poco del continuo aumento della compartecipazione del cittadino, con le attese di chi non vuole pensare che sono sempre di più i cittadini che questa spesa non se la possono permettere e dunque rinunciano a curarsi, con le attese di chi, per recuperare le risorse che mancano per l'Imu o il cuneo fiscale parla di stretta su farmaci o di quelle Asl che continuano a proporre premi per i medici che prescrivono meno farmaci.
Si ha netta l'impressione che la Farmaceutica sia ancora percepita come una vacca da mungere e soprattutto la territoriale sia ancora un pozzo da cui attingere a man bassa ogni qualvolta non si sa dove andare.
Eppure qualcuno dovrebbe ricordare a chi ha di queste intuizioni fervide e brillanti che il prezzo dei farmaci in Italia è il più basso d'Europa. Se escludiamo solo Grecia e Portogallo, la Spagna, che non sembra se la passi molto meglio di noi, ha un prezzo medio superiore del 7% la Francia del 34% per non voler arrivare alla Germania con un prezzo medio superiore al nostro del 41%.
Di converso la spesa ospedaliera continua nell'endemico sforamento dei tetti programmati il che dovrebbe far riflettere anche quella parte della nostra categoria che ritiene che i problemi si risolvano solo spostando le pedine sullo scacchiere. E anche qui l'Italia si dimostra una e indivisibile. A eccezione della Val d'Aosta Trentino e Lazio tutte le regioni sembrano avviate ad un inevitabile sforamento del tetto. Unico dato in contro tendenza: il numero di ricette che aumentano in ogni Regione ma ovviamente pesano sempre di meno».
Carlo Ranaudo
Università Federico II di Napoli
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