Politica e Sanità
08 Novembre 2013La carenza di farmaci, fenomeno da tempo segnalato dalle diverse organizzazioni di farmacisti alle autorità, deve trovare una soluzione sovrannazionale con una governance che parta da Bruxelles per creare una politica del farmaco comunitaria. A dirlo è Roberto Grubissa(foto) segretario Sunifar e presidente di Federfarma Belluno, provincia in cui si registrano gli ennesimi casi di farmaci non reperibili. «Le richieste inevase sono numerose e riguardano farmaci importanti che curano patologie croniche e gravi come l’epilessia, tumori, morbo di Parkinson» chiarisce «noi ci adoperiamo ogni volta per mettere i sicurezza i pazienti, con telefonate alle aziende per un acquisto diretto che alcune concedono dietro garanzia che il farmaco vada al paziente. Ma il problema non si risolve perché ci inviano, entro paio di giorni e via corriere, una o due confezioni, e il mese successivo l’iter si ripete. L’auspicio è che altre aziende si attivino in questo modo per rispondere alle richieste in 24-36 ore. Ma la soluzione della criticità va affrontata a livello nazionale e sovrannazionale». Secondo Grubissa dovrebbe, in primo luogo, essere l’Aifa a «sollecitare le aziende e a mettere sotto pressione gli operatori della filiera che interferiscono sulle logiche di un mercato che non è di consumo, ma risponde a bisogni di pazienti e quindi va tutelato». Le aziende, prosegue, «lavorano sempre più senza stoccaggio perché è costoso, quindi le poche scorte che ci sono rischiano la rottura non appena subentrano problemi di produzione, ritiri e non ultimo per soddisfare il mercato parallelo. Ma finché in Europa i prezzi dei farmaci resteranno diversi questo meccanismo continuerà ad alimentarsi perché ci sarà interesse ad acquistare dove i prezzi sono più bassi». Per ora a livello europeo si è attivato un registro pubblico delle carenze curato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) che fornirà informazioni sull’irreperibilità di un farmaco, le motivazioni e l’evoluzione della sua disponibilità ma, scrive l’Ema «non dà una panoramica completa di tutte le carenze che si verificano in Europa, poiché la maggior parte è trattata a livello nazionale». A livello nazionale, all’argomento è stato dedicato uno dei tavoli di lavori per il Patto della salute, che ha identificato nelle esportazioni parallele, la vera origine delle periodiche carenze di medicinali, e ha chiesto una riconvocazione urgente del tavolo attivato a giugno dall’Aifa.
Simona Zazzetta
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