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Politica e Sanità

21 Novembre 2013

Piemonte, acquisti centralizzati funzionano. Mana: no aumenti della diretta


Il Piemonte è la Regione d’Italia che ha spuntato i prezzi migliori per l’acquisto di farmaci a uso ospedaliero. Lo annuncia in un comunicato stampa la Regione Piemonte riprendendo i dati pubblicati dall’Avcp, Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture, nell’analisi territoriale comparativa che misura le performance delle Regioni italiane in materia di acquisti di farmaci. Un risultato frutto, come spiega la nota Regionale, di una politica che va nella direzione di centralizzare, sempre di più, gli acquisti in campo sanitario, con il potenziamento delle funzioni della società di committenza e il ridisegno organizzativo delle aziende sanitarie. «L’assessorato sta lavorando per ridurre la spesa farmaceutica, che è uno degli impegni che abbiamo assunto con la predisposizione dei programmi operativi 2013-2015» sottolinea Ugo Cavallera, assessore regionale alla Sanità. «L’orientamento è quello di procedere sempre più nella direzione di centralizzare gli acquisti in campo sanitario, con il potenziamento delle funzioni della società di committenza». Centralizzazione degli acquisti = più distribuzione diretta? Il dubbio è inevitabile, visto che in Piemonte i “rumors” vanno in quella direzione. Ma di fronte a un’eventualità di questo genere le farmacie sono pronte a fare le barricate, come conferma a Farmacista33, Massimo Mana presidente di Federfarma Piemonte. «Non siamo disposti a tollerare un eventuale intervento della Regione per aumentare la diretta, una possibilità di cui non riusciamo a capire lo scopo. Oltretutto un’eventualità del genere sarebbe disastrosa, in particolare per le farmacie medio-piccole, che in casi sempre più frequenti» sottolinea Mana «sono sull’orlo della crisi e hanno avviato il concordato preventivo». Il Piemonte non è quindi disposto ad adottare il modello toscano che, secondo Mana «va del tutto a danno dei cittadini in particolare dei più deboli. Siamo poi così sicuri che il modello Toscana sia garanzia di risparmio» si chiede in conclusione Mana. «A giudicare dai dati sui Lea appena diffusi, con particolare riferimento alla spesa farmaceutica, il modello toscano non sembra il più virtuoso. Anzi».

Marco Malagutti

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