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Politica e Sanità

05 Dicembre 2013

Ricetta digitale, in Liguria slitta l’ipotesi di inizio dicembre


Sul fronte della ricetta digitale in Liguria è tutto fermo, mentre le farmacie continuano il percorso per arrivare pronte all’avvio della dematerializzazione. La Regione aveva ventilato l’ipotesi di una partenza a inizio dicembre, ma, «dopo l’ultimo incontro di più di un mese fa» spiega Elisabetta Borachia, presidente di Federfarma regionale, «in cui abbiamo avanzato alcune richieste non abbiamo più avuto notizie. Per quanto ci riguarda, abbiamo messo a disposizione delle software house sale riunioni per incontrare i farmacisti e spiegare le funzionalità legate alla ricetta elettronica in modo da essere pronti per la partenza». In merito alle richieste avanzate, «avevamo già discusso con l’Amministrazione un protocollo. Alcuni punti sono già stati ottenuti. Per il resto, facendo tesoro delle esperienze nelle altre Regioni, come Valle d’Aosta e Basilicata, abbiamo chiesto garanzie in caso di mal funzionamento e un contributo economico: 2.000 euro di una tantum a farmacia, il pagamento dei costi di adsl, così come avviene per i medici, una linea di credito preferenziale e agevolata per quelle farmacie che si vedono costrette a rinnovare l’hardware. La Regione ci aveva chiesto di trovare un punto di incontro ma le farmacie non ce la fanno». La richiesta del contributo economico è infatti anche a fronte di un’assistenza integrativa «praticamente nulla» e di una distribuzione diretta «a cui le Asl sembrano fare sempre più ricorso. Il valore della ricetta sta scendendo continuamente: certamente non siamo ai livelli della Toscana ma su mille ricette spedite riceviamo 5mila euro di media in meno rispetto ai colleghi della Lombardia». Per quanto riguarda la banda larga, «il 10-15% delle farmacie non risulta ancora coperta, soprattutto in alcune zone dell’entroterra. La Regione, un anno fa, ci aveva detto che avrebbe provveduto a una copertura totale entro il 15 giugno 2014. Staremo a vedere, ma al momento non è stato fatto ancora nulla. Il timore è che le farmacie in zone disagiate, già penalizzate, vengano discriminate in favore delle altre in cui l’adsl è funzionante».

Francesca Giani

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