Politica e Sanità
09 Dicembre 2013I pazienti ipertesi, nonostante le opzioni terapeutiche disponibili, spesso vengono trattati senza successo e una quota di essi non sa di esserlo. Si può riassumere così la conclusione di uno studio osservazionale effettuato da Federfarma Lazio, i cui risultati sono stati comunicati ieri a Roma, durante il XXII seminario nazionale su “La valutazione dell’uso e della sicurezza dei farmaci: esperienze in Italia”. I dati, hanno spiegato Antonino Annetta e Andrea Cicconetti vicepresidente e segretario Federfarma Roma, sono stati raccolti in occasione della manifestazione Race for the cure (Roma, maggio 2013) nel “Villaggio della salute” allestito con la presenza di numerose postazioni fisse dove è stato possibile eseguire visite mediche ed esami diagnostici. «I farmacisti del Lazio erano presenti con un proprio stand, organizzato da Federfarma Lazio, e durante i 3 giorni della manifestazione 10 farmacisti volontari si sono alternati per assistere i pazienti nell’automisurazione della pressione arteriosa e rilevare i dati con un breve questionario». In tutto si sono sottoposti all’automisurazione 1.023 soggetti (218 maschi e 803 donne), di cui 220 ultra65enni. È risultato che il 32% dei soggetti (n=328) erano ipertesi secondo i criteri del Joint national committee 7, e di questi 165 hanno dichiarato di non saperlo e di aver appreso in quella sede di avere un valore elevato. Il 20% del totale (n=202) ha dichiarato di assumere antipertensivi: i farmaci più usati erano gli Ace-inibitori (39 soggetti), seguiti da sartani (35), beta-bloccanti (31) e associazioni sartani+diuretico (26). Alcuni individui (n=27) non ricordavano il nome del farmaco assunto mentre dei 202 soggetti che hanno dichiarato di assumere una terapia antipertensiva, 101 hanno evidenziato valori pressori elevati. Inoltre, sul totale, 256 soggetti hanno dichiarato di assumere anche integratori e/o prodotti naturali. «L’indagine» affermano gli autori «dimostra che i pazienti del campione vengono trattati con diversi farmaci, ma con una notevole percentuale di insuccessi». Nell’edizione 2014 è previsto di estendere la raccolta dati a glicemia, adesione alla terapia ed eventuali interazioni con prodotti di origine naturale.
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