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Politica e Sanità

15 Dicembre 2013

Farmacista ospedaliero garante di qualità in terapie biologiche


Il farmacista ospedaliero, con le proprie competenze, può configurarsi garante di qualità, efficacia, sicurezza ed economicità di un trattamento terapeutico e può partecipare attivamente a reperire informazioni sull’impiego delle terapie biologiche, contribuendo a un loro impiego sempre più appropriato, per esempio nel caso dell’artrite reumatoide giovanile idiopatica (Jia), una delle più comuni malattie croniche dell’età infantile. Lo ha dimostrato, in prima persona, Gian Marco De Maddi, del Presidio ospedaliero S. Giovanni Bosco della Asl Napoli 1 Centro, presentando all’Istituto superiore di sanità (Iss) di Roma una review sul tema durante il XXII seminario nazionale “La valutazione dell’uso e della sicurezza dei farmaci: esperienze in Italia”. «La disponibilità di informazioni sull’uso protratto dei medicinali nei bambini rimane limitata» ha spiegato De Maddi, che ha pertanto «consultato PubMed/Medline con l’intento di rinvenire, dal 2008 a tutt’oggi, revisioni sistematiche e metanalisi in cui fossero valutati esiti clinici e profilo di sicurezza long-term in reumatologia pediatrica di etanercept, adalimumab e abatacept», i principi attivi attualmente approvati per il trattamento della Jia. È emerso che «l’uso continuo, fino a otto anni, di etanercept ha confermato l’efficacia terapeutica di tale farmaco già provata nel breve e medio termine», «il follow-up a 2 anni di terapia con abatacept ha evidenziato che oltre il 30% dei bambini trattati ha raggiunto l’inattivazione della malattia» e che «il trattamento per 5 giorni con adalimumab ha determinato nel bambino un apprezzabile miglioramento della malattia». Le infezioni gravi, ha aggiunto De Maddi, «rappresentano il più frequente evento avverso serio conseguente all’uso prolungato in età pediatrica dei farmaci biologici», mentre «reazioni al sito di somministrazione (dolore, tumefazione, prurito, eritema ed emorragia), febbre, cefalea, infezioni delle vie respiratorie sono eventi avversi comuni e non gravi che ricorrono precocemente durante i primi 3 mesi di terapia».

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