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Politica e Sanità

09 Gennaio 2014

Dal Veneto spinta verso la messa a regime della ricetta elettronica


Prosegue la spinta per la messa a regime della ricetta elettronica in Veneto. «Abbiamo appena avuto un incontro con la Arsenal, il centro regionale per la ricerca e innovazione per la sanità digitale, e le rappresentanze delle sette province per fare il punto sulla dematerializzazione e soprattutto sulle peculiarità che il processo avrà in Veneto e siamo ottimisti sul fatto che il sistema potrebbe entrare a regime in tutta la Regione nei prossimi mesi» spiega Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma regionale. «La Regione porterà avanti la formazione delle farmacie con il nostro aiuto e la collaborazione di Asl e delle associazioni provinciali e abbiamo già ricevuto l’impegno dell’Amministrazione per risolvere le criticità sulla banda larga, non presente in alcune zone montuose o più isolate. Questa è per noi una condizione imprescindibile: tutte le farmacie devono essere messe sullo stesso piano. Non possono crearsi distinzioni tra cittadini di serie A e di serie B». Per quanto riguarda il sistema, «i primi riscontri della sperimentazione sono positivi. Bisogna ricordare che la Regione ha scelto di offrire un prodotto più complesso, con la possibilità di attivare servizi aggiuntivi ai cittadini quali il Fascicolo sanitario elettronico in linea. Secondo questo progetto i cittadini, nel rispetto della privacy, potranno chiedere ai farmacisti, per esempio, spiegazione sulle cure in atto. Questo è un capitolo a parte che può offrire grandi opportunità per le farmacie, dal punto di vista professionale ed economico. Man mano che il progetto proseguirà, vedremo con i colleghi quali scelte riusciremo a portare avanti ma le opportunità sono indubbie». Sulle criticità riscontrate in altre regioni, quali per esempio la mancanza di filtri per determinati tipi di farmaci, come gli stupefacenti, o per le ricette specialistiche limitative «non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Vigileremo con attenzione in questa prima fase, ma sono ottimista».

Francesca Giani

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