Politica e Sanità
24 Gennaio 2014La sentenza del Tribunale di Genova, secondo cui per accedere alle agevolazioni, previste per le farmacie rurali più deboli dalla legge 662/2006, bisogna far riferimento al fatturato da cui vanno esclusi gli sconti che le farmacie fanno al Ssn, è stata accolta con soddisfazione «ma resta l’amarezza di sapere che ogni Regione, ogni Provincia e ogni Asl, continuerà a interpretare a modo proprio una norma che di per sé è poco chiara». Ha commentato così Alfredo Orlandi, presidente del Sunifar il risultato favorevole ottenuto da un titolare ligure, da Federfarma Liguria e Imperia, contro la Asl di riferimento e la Regione Liguria che, a loro volta, sostenevano si dovesse far riferimento al fatturato Ssn, al lordo degli sconti di legge. Nella sentenza il Tribunale ha specificato che «la stessa nozione di sconto presuppone una somma che non va a integrare le componenti positive del reddito, ma semmai a diminuire il "monte corrispettivi". Nel momento in cui si vogliono agevolare i farmacisti che, talora con apprezzabile sacrificio, presidiano il territorio per garantire la distribuzione capillare dei farmaci, riesce del tutto incomprensibile la ragione per cui si dovrebbero computare a loro carico gli importi che non entrano a comporre il volume d''affari e non fanno parte del reddito d''impresa». Secondo Orlandi questo è «un riconoscimento alle farmacie rurali, non solo economico ma soprattutto del loro ruolo sul territorio». Ma ha aggiunto: «Non possiamo gioirne pienamente poiché la mancanza di chiarezza di fondo della norma continua a generare parzialità e interpretazione che varia anche da una provincia all’altra. Per esempio, sappiamo che le Asl della Sardegna hanno comunicato che per fatturato di riferimento si intende tutto a esclusione solo dell’Iva. Situazione analoga si è già verificata quando è stata applicata la trattenuta dell’1,4% per i disagi causati dal terremoto abruzzese. In quel caso addirittura nella stessa regione un tribunale, quello di Chieti, ha affermato che la trattenuta andava calcolata al netto dell’Iva, che è una tassa dello Stato, mentre quello di Pescara ha detto il contrario».
Per porre fine a contenziosi, «speriamo in modo definitivo» ha concluso Orlandi «è atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato, rinviato dal 15 gennaio a circa metà febbraio, che ci darà una volta per tutte che cosa si intende per fatturato di riferimento».
Simona Zazzetta
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