Politica e Sanità
31 Gennaio 2014In Gran Bretagna accade che soggetti che potrebbero fruire gratuitamente della vaccinazione antinfluenzale scelgono invece di farla a pagamento presso la farmacia di fiducia. Il 6% degli 89.011 cittadini britannici, che si sono vaccinati privatamente per la stagione 2012-13, anche se aveva diritto alla vaccinazione gratuita in regime di National health service (Nhs), ha preferito pagare 12,99 sterline. Il dato, emerso da una ricerca pubblicata la scorsa settimana da Bmc Health services research, è affiancato anche dalle motivazioni che sono tutte a favore del farmacista. Nelle interviste esaminate dagli autori della ricerca, Claire Anderson e Tracey Thornley, della facoltà di Farmacia dell’università di Nottingham, infatti i 199 pazienti paganti (su 921, il 22%), di un circuito di 13 farmacie che somministrava anche il questionario, avrebbe avuto diritto alla vaccinazione gratuita, ma ha riferito di considerare più facile e conveniente recarsi presso la propria farmacia di zona e di apprezzare l’ambiente della farmacia, mentre trovava difficile fissare un appuntamento per la vaccinazione presso il proprio medico di famiglia. «Non mi sorprende affatto» ha commentato Anderson «che certi settori della popolazione siano disposti a pagare per un servizio». Tra l’altro, la metà di questi 199 soggetti a rischio era anche stata contattata dal suo medico, ma ha comunque preferito recarsi in farmacia. «Ci sono quindi delle opportunità per il farmacista di fornire supporto al Nhs, nella somministrazione gratuita dei vaccini antinfluenzali a quei pazienti a rischio che non si recherebbero nell’ambulatorio del medico» sottolineano Anderson e Thornley. La mancata immunizzazione dei soggetti a rischio è un problema di salute pubblica, infatti nel 2011-12 in Inghilterra solo il 50% degli adulti a rischio, sotto i 65 anni, si era vaccinato e quest’anno l’obiettivo era di portare al 75% le vaccinazioni in questo gruppo. Quindi il farmacista potrebbe essere l’ideale sostegno del Nhs per raggiungere quella quota di pazienti che sfugge agli ambulatori della medicina primaria. (E.L.)
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