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Politica e Sanità

31 Gennaio 2014

Fimmg Toscana: chi non fa ricetta online deve spiegare non pagare


Sanzioni al mmg che non s’informatizza e distribuzione per conto “promossa” dal Tar per i medicinali a brevetto scaduto: il segretario Fimmg Toscana Vittorio Boscherini torna sulle peculiarità della sua regione. E spiega: «Non c’è nessuna sanzione per chi non compila almeno il 70% delle ricette al computer. A Livorno l’Asl ha minacciato di togliere l’indennità informatica a chi non raggiunge la soglia, ma ho scritto al rappresentante che il medico non è punibile se subisce impedimenti indipendenti dalla sua volontà». «Si valutano i casi singoli; e se –esemplifica Boscherini- al collega non è materialmente possibile spedire ricette dalla Rsa dove segue un cospicuo numero dei suoi assistiti non c’è motivo di contenzioso. Se invece in uno studio il mmg ha il pc e nell’altro no (e compila a mano) si entra nei margini della scorrettezza e l’Asl chiederà spiegazioni. Sia la ricetta elettronica sia l’informatizzazione tutta, in Toscana sono ormai un obbligo sancito dall’ultimo accordo regionale. Senza informatica il mmg non lo si può fare». Ormai quasi il 100% dei mmg toscani spedisce la ricetta online, a Firenze 150 medici sperimentano la refertazione elettronica, e sta per arrivare la de materializzazione. «In teoria – spiega Boscherini –non dovremmo più stampare la ricetta in nessun caso ma la materia è complessa e richiede un accordo a parte. Se il pc non funziona o se manca la linea Adsl, al paziente va rilasciato un documento e ho concordato con la Regione che in questi casi si possa prescrivere su un modello regionale, da spendere in farmacia». Boscherini infine torna sulla sentenza del Tar che ha dichiarato legittima la normativa toscana sulla distribuzione per conto, nelle farmacie, dei medicinali off patent entro una quota non inferiore al 15%. «Per noi mmg cambia poco. In prospettiva si allarga la platea di farmaci che - distribuiti direttamente dall’Asl-  non sono conteggiati nei nostri budget anche se prescritti da noi. Al paziente, se un principio attivo sia prodotto da Tizio o Caio importa poco basta che sia quello giusto. Peraltro, la distribuzione diretta in Toscana avviene per i farmaci dei pazienti cronici, dopo dimissioni da ricovero ospedaliero, nelle Rsa e in assistenza domiciliare. Invece per l’acuzie decidiamo noi cosa prescrivere. Ricordo a tutti infine che è la legge dello stato ad obbligarci a prescrivere per principio attivo ogniqualvolta entri in gioco una molecola a brevetto scaduto».

Mauro Miserendino

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