Politica e Sanità
19 Febbraio 2014In Emilia Romagna è necessario ridefinire le competenze in materia di servizio farmaceutico, per ora ferme a una delega alle Provincie, secondo la legge regionale n.3/1999, stando all’annunciata abolizione di questi enti. È quanto chiesto in diverse interrogazioni alla Giunta Regionale da alcuni consiglieri e da una lettera inviata alla Regione da Maurizio Cini, vicepresidente Utifar che, nella fattispecie, rivolgendosi alla Provincia per intervenire in un trasferimento di farmacie ha ricevuto come risposta che «le provincie si dichiarano incompetenti, stante le annunciate modifiche istituzionali con la loro soppressione o riduzione di numero». È stato quindi chiesto un chiarimento su quale sia l''autorità competente «a modificare i confini della attuale pianta organica delle farmacie nei Comuni» e a «istituire i dispensari farmaceutici in località o frazioni comunali nelle quali si sia verificata l''esigenza di provvedere all''assistenza farmaceutica». Le competenze di Comuni e Regioni, spiega Cini, «sono state modificate dalla legge nazionale n. 27/2012 (Decreto Cresci Italia), tuttavia in Emilia-Romagna la totalità della materia farmaceutica era stata delegata alle province con legge regionale n. 3/99. Di recente, poi, è intervenuta la sentenza n. 255/2013 della Corte Costituzionale che ha chiarito alcuni dubbi circa le competenze delle province autonome di Trento e di Bolzano le quali avevano legiferato in modo difforme dalla legge nazionale. Tale sentenza può avere però una ricaduta anche sulle regioni, qualora intendano disciplinare la materia conformemente alla legge statale». L’attuale situazione, commenta l’esperto, «vede un momento di vera e propria paralisi delle funzioni in materia farmaceutica a causa delle contraddizioni tra la legislazione statale definita dal decreto cosiddetto Cresci Italia e quella regionale ferma al 1999». Il rischio che «con l’abolizione delle Provincie si crei confusione» è condiviso anche da Achille Gallina Toschi presidente di Federfarma Bologna che rassicura sul fatto che, «per quanto debbano essere chiarite le competenze degli enti, eventuali modifiche della delega non inficiano l’esito del concorso che è stato gestito correttamente dalle Provincie conformemente alla delega da parte della Regione».
Simona Zazzetta
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