Politica e Sanità
26 Febbraio 2014Segnalazione alle autorità degli effetti indesiderati dei prodotti farmaceutici, accompagnamento personalizzato dei pazienti che praticano l’automedicazione, contributo a campagne istituzionali di sanità pubblica. Le competenze sono quelle introdotte per i farmacisti dalla direttiva europea 2013/55 in materia di reciproco riconoscimento delle professioni - con cui viene introdotta anche la tessera professionale europea – e, secondo Federfarma, che ha fatto il punto delle novità in una circolare, sono un importante riconoscimento, «anche a livello europeo, della nuova dimensione della nostra professione, sempre più connessa alle attività di pharmaceutical care». Obiettivo della direttiva, ricorda Federfarma, è «abbattere gli ultimi ostacoli alla libera circolazione dei professionisti e favorire, in tal modo, l’occupazione giovanile» ma «il risultato maggiore che il Pgeu, con il contributo di Federfarma, è riuscito a ottenere è il significativo allargamento della norma che enumera le diverse attività professionali del farmacista» che per altro riguardano «essenzialmente l’attività in farmacia». Tra le altre competenze introdotte anche «la diffusione di informazioni e di consigli nel settore dei medicinali in quanto tali, compreso il loro uso corretto». Federfarma ricorda comunque che «la lista non è esaustiva, ma rappresenta la base comune delle attività del farmacista in tutta Europa, che, ovviamente, ogni Paese è libero di allargare». Per quanto riguarda la tessera professionale europea, consta di «un certificato elettronico che attesta il soddisfacimento di tutte le condizioni necessarie per l’attività di farmacista in qualsiasi Paese Eu, sia su base temporanea o occasionale, sia ai fini dello stabilimento nello Stato ospitante». L’intero processo per la concessione della tessera professionale, continua la circolare, non potrà durare più di 95 giorni. Inoltre, «le Autorità dello Stato d’origine devono anche aggiornare tempestivamente le informazioni contenute nella tessera relativamente ad azioni disciplinari o sanzioni penali subite dal professionista». Se anche la professione di farmacista potrà entrare nel novero delle professioni prescelte dalla Commissione Ue per il rilascio della tesserà sarà l’Esecutivo comunitario a stabilirlo. Secondo Federfarma, due delle condizioni richieste sono già rispettate, sulla terza - l’esistenza di una significativa mobilità intraeuropea, sia presente che potenziale – la decisione spetta alla Commissione europea, sentiti gli Stati membri, ma, secondo Federfarma, «tutto fa pensare a una decisione positiva». Un’altra novità è «l’aggiornamento professionale continuo che viene esplicitamente richiesto agli Stati membri (nuovo art. 22 b)». Per quanto riguarda, invece, le conoscenze linguistiche «tra circa due anni ogni Stato potrà - nel caso di professioni che abbiano attinenza con la tutela della salute pubblica - decidere di imporre controlli sull’effettiva conoscenza della lingua prima dell’inizio dell’attività professionale». La direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 18 gennaio 2016.
Francesca Giani
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