Politica e Sanità
28 Febbraio 2014«Bravi, finalmente, a parlare di farmacisti e non di farmacie» è questo il primo commento che Franco Tugnoli (foto), ex presidente di Federfarma Bologna e vicepresidente di Federfarma nazionale, attuale rappresentante della professione in seno alla Fondazione cassa di risparmio di Bologna, rivolge a FarmacistaPiù, confermando subito che intende partecipare alla prima edizione della Fiera, per assistere ai convegni e verificarne l’innovatività. «Oggi come non mai» sostiene Tugnoli «dobbiamo discutere fuori dai denti della legge che chiamo delle 3effe: figura, funzione, formazione». È necessario ripensare queste tre caratteristiche del farmacista anche se «manca il ricambio generazionale perché questo approccio avvenga in modo credibile». Non si fa troppe illusioni Franco Tugnoli, tuttavia è pronto a ribadire con forza e convinzione quelli che, secondo la sua lunga esperienza, sono gli aspetti su cui puntare per rinnovare la professione. «Si parla di prevenzione e consiglio in farmacia, specie sulle patologie croniche, che si diffondono di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Occorre però che il farmacista sia adeguatamente preparato: per esempio sarebbe utile se potesse contribuire ad accertare i sintomi premonitori dell’Alzheimer o del diabete, oppure fornire consigli sullo stile di vita e la corretta gestione dell’ipertensione. Tutte iniziative che, per ora, sono discontinue, mentre potrebbero aspirare a vera e propria iniziativa di salute pubblica se fossero coordinate attraverso l’uso simultaneo delle vetrine di ciascuna farmacia. Questo è solo un esempio ma resto convinto che sfruttando collettivamente anche quel meraviglioso potenziale di comunicazione che sono le vetrine, oggi così spesso pacchianamente utilizzate, si potrebbe rilanciare l’immagine della farmacia. E tornando al nodo della formazione: bisogna adeguare in fretta la preparazione universitaria a quelle che sono le attuali esigenze professionali e impegnarsi perché il tirocinio sia davvero un momento di addestramento sul campo, e non un proforma cartaceo». Non ci sono scorciatoie o sconti per nessuno, secondo Tugnoli occorre agire se si vuole ridare input alla professione del farmacista «Il front-office del Ssn invocato da Federfarma è un bello slogan ma ha bisogno di idee nuove, di energie nuove, di facce nuove. Ben vengano, in definitiva, iniziative come FarmacistaPiù perchè, se ci guardiamo intorno, abbiamo il coraggio di vedere quante sono le farmacie che sembrano succursali Sephora e di scovare dove si annidano gli angoli riservati per l''ascolto del paziente? Intendo dire che la farmacia dei servizi ha bisogno di spazi idonei, non solo strumentali ma anche mentali, fuori da tutte le slabbrate chiacchiere che se ne fanno. È inutile inseguire modelli gestionali teorici se prima non si valorizza il know how del farmacista, come accade invece per altre professioni».
Elisabetta Lucchesini
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