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Politica e Sanità

05 Marzo 2014

Farmaci da banco, Assosalute: mercato stabile e diversificato


Ritorna a un andamento tradizionale il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione nel 2013: si notano gli effetti positivi sulle vendite dovuti alla stagionalità mentre cresce la concorrenza dei prodotti non farmaceutici, integratori, prodotti erboristici e omeopatici. A segnalare i dati dell’analisi di mercato 2013, è Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, che in un comunicato riassume i numeri più rilevanti. Sono state vendute 314 milioni di confezioni di farmaci da banco per un giro di affari di quasi 2,4 miliardi di euro con, da una parte, la crescita dei fatturati (+1,7%) e dall’altra la diminuzione del numero di confezioni vendute (-1,1%). Nel dettaglio, i farmaci di automedicazione o Otc (quelli cioè per i quali è consentita la comunicazione al grande pubblico) mantengono stabile il volume di vendita (-0,2%) e registrano un fatturato pari a 1,7 miliardi di euro; mentre i Sop (per i quali invece la comunicazione è vietata) sono a quota -3,5% le confezioni vendute, acnhe se il giro d’affari è stabile a 711 milioni di euro. «I dati di chiusura del 2013 tornano ad evidenziare un andamento del comparto dell’automedicazione legato, sul breve periodo, all’incidenza dei cosiddetti malanni di stagione» ha commentato Stefano Brovelli presidente di Assosalute. Tra i canali, è la farmacia a detenere la quota maggiore di vendite di farmaci senza ricetta (oltre il 90%), ma le parafarmacie fanno osservare una crescita sostenuta (+9% a volumi, +13,4% a valori), grazie alle riclassificazioni operate nel 2012 e a nuove aperture. I corner della Gdo registrano, invece, una contrazione delle vendite di farmaci da banco con un andamento contrapposto tra Sop - in aumento - e Otc - in diminuzione. Per quanto riguarda le classi terapeutiche al primo posto ci sono  i farmaci per le affezioni respiratorie (tosse, raffreddore), seguiti dai farmaci per l’apparato digerente, al terzo posto gli analgesici. Quarto posto, anche grazie al delisting attuato nel 2012, per i dermatologici, seguiti dai farmaci per l’apparato circolatorio e dagli oftalmici. Continuano invece a perdere terreno i farmaci a base di vitamine/minerali, anche a causa del passaggio di molti di questi medicinali alla categoria di prodotti notificati.

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