Politica e Sanità
21 Marzo 2014Stimolare la discussione tra gli attori della sanità per creare una rete interprofessionale, comunicare soprattutto ai giovani che la professione ha un futuro e che questo futuro è sempre più dinamico, fornire strumenti per essere protagonisti dei cambiamenti, che possono rappresentare anche possibilità occupazionali, e lavorare perché la professione rinnovata abbandoni una visione individualistica. Sono queste alcune delle tematiche che guideranno il IX congresso Fenagifar dal titolo “Il farmacista in rete. Fare sistema nella nuova sanità: obiettivi e strategie della professione” che si terrà domani e dopo a Catania, secondo quanto spiega il presidente Claudio Distefano. «Nostro principale intento» spiega Distefano «è favorire lo sviluppo di una discussione tra le componenti della sanità, dai farmacisti ai medici, dalle università alle associazioni dei pazienti, perché il farmacista, attraverso la costruzione di una rete interprofessionale, possa acquisire una maggiore valenza nel mondo della sanità e diventare più importante davanti ai cittadini e al Ssn. Il farmacista deve, cioè, comprendere l’importanza della rete e del fare sistema per il futuro della sanità ed entrare in un rapporto di collaborazione sinergica con i vari attori. Tra questi, guardiamo soprattutto ai medici di medicina generale, in un’ottica di miglioramento dell’efficacia delle terapie e di territorializzazione delle cure. Con l’obiettivo anche di indirizzarci verso servizi di valore aggiunto che abbiamo più il paziente che il farmaco al centro». Altro intento «è di portare i farmacisti ad abbandonare l’individualismo e abbracciare una visione di rete anche tra le farmacie». In tutto questo, centro sono i giovani: «tali cambiamenti richiedono un’evoluzione nell’approccio stesso alla professione, certamente più facile ai giovani, che per altro hanno anche conoscenze, come quelle relative alle nuove tecnologie, più adatte ai nuovi modelli di sanità. In questo senso, auspichiamo un’innovazione della formazione già a partire dall’università, per una preparazione di base più adatta ai nuovi scenari». Inoltre, il messaggio che «vogliamo passare ai giovani è che, nonostante la crisi, la professione ha un futuro e questo futuro è sempre più dinamico. In questo senso è fondamentale essere sempre più preparati e protagonisti del cambiamento. Per altro, questo può avere anche dei risvolti in termini di opportunità occupazionali, in un momento in cui si inizia a intravedere un rallentamento. L’ampliamento delle competenze del farmacista, lo sviluppo della pharmaceutical care e della farmacia dei servizi costituiscono certamente opportunità: tra un Ssn a corto di risorse e bisogni di salute inespressi, spazi da riempire per la professione ce ne sono».
Francesca Giani
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