Politica e Sanità
27 Marzo 2014«In un momento così delicato per la categoria, è ovvio che tutte le iniziative che favoriscono l’incontro tra colleghi sono benvenute» dice Emilio Croce (foto), presidente dell’Enpaf e dell’Ordine dei farmacisti di Roma. «Le partite che si stanno giocando, a partire da quella del riordino delle cure primarie e della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, dalla quale la farmacia non può davvero correre il rischio di essere esclusa, esigono da parte della categoria il massimo impegno» spiega Croce. «È invece fondamentale rivendicare un ruolo di prima fila, e farlo in positivo, concorrendo a costruire assetti che determineranno il futuro del nostro servizio. Per questo occorrono approfondimento, consapevolezza e lungimiranza: ecco perché ogni occasione di confronto collegiale è importante». Il presidente dell''Ordine di Roma fa riferimento, in particolare, alla situazione della Regione Lazio, dove i documenti relativi al percorso attuativo delle Case della salute, che prevedono l''esplicito inserimento delle farmacie nella rete delle nuove strutture, sono stati già pubblicati sul Bur, il 25 febbraio scorso. «Si tratta di un risultato importante» spiega Croce «anche perché quello del Lazio è un modello che ora potrà essere il riferimento concreto per la categoria e per le altre Regioni che ancora devono confrontarsi sullo stesso tema». «L'' auspicio» prosegue Croce «è che tutte le organizzazioni sindacali e ordinistiche si attrezzino per essere, o almeno provare a essere, protagoniste di questo cambiamento. Che, in ogni caso, non sarà un punto di arrivo ma una nuova partenza verso un percorso che richiederà nuove competenze e quindi un aggiornamento costante. In questo senso, saranno cruciali gli investimenti in formazione, un settore dove agli Ordini provinciali possono e devono recitare un ruolo davvero determinante». Il cambiamento che porterà a pieno titolo la farmacia di comunità all’interno della rete di assistenza sanitaria di prossimità comporta ovviamente una serie di ricadute, prime tra le quali quelle contrattuali: andrà subito rinnovata la convenzione tra farmacie e Ssn, «una precondizione necessaria e non più rinviabile» spiega Croce «e bisognerà poi chiudere la partita del Ccnl di categoria, trovando il modo di adeguarne istituti e contenuti alla prospettiva della farmacia dei servizi e delle mutate condizioni di servizio e di economia delle farmacie. Al riguardo» e qui Croce indossa la giacca di presidente dell''Enpaf «non sarà inutile ricordare che i rapporti di lavoro interni alla professione devono essere regolati nell’ambito di contratti tipici, che prevedano la contribuzione obbligatoria».
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