Politica e Sanità
04 Aprile 2014Nei prossimi anni, chi fornirà servizi in sanità sarà remunerato dai governi solo se è in grado di generare un valore misurabile, ma la priorità resta l'outcome clinico. È quanto sostenuto da Andrea Manfrin, clinical lecturer in pharmacy practice, nella sessione di apertura dei lavori di FarmacistaPiù la manifestazione patrocinata da Fofi, in corso a Roma, durante la quale ha presentato il progetto Medicine use review (Mur) entrato da pochi giorni nella sue fase 3, la Re-iMur. «La sperimentazione ha già concluso le prime due fasi con importanti risultati» ha spiegato Manfrin «verificando che su 895 pazienti con asma uno su due non segue in modo corretto la terapia con conseguenze sul controllo della patologia e notevoli ricadute sui costi. Ma anche raccogliendo l'apprezzamento dei pazienti e dei medici». Sulla base dei risultati ottenuti, è stata progettata la fase 3: «Si tratta di uno studio controllato, randomizzato» ha spiegato l'esperto «che coinvolgerà 360 farmacie in 14 regioni, e che vedrà impegnato un farmacista ogni 5 pazienti. L'obiettivo primario è valutare se, usando l'asma come modello, il servizio di Mur riduce la severità della patologia e, come obiettivo secondario, monitorare il numero di farmaci usati e delle problematiche legate all'assunzione, l'aderenza alla terapia e la variazione dei costi diretti e indiretti associati alla gravita dell'asma. I dati di letteratura già ci dicono che se l'asma è controllata i costi sociali si riducono del 40%». Lo studio si concluderà nel 2015 e l'obiettivo finale, ha chiarito Manfrin è «la remunerazione del servizio». E ha aggiunto: «Ciò che si intende dimostrare è che con un sistema che si basa sulle conoscenze specifiche date dalla professione del farmacista, che mette al centro il paziente, e non il farmaco, e che coinvolge il medico è possibile avere un impatto sociale e quindi attrarre una remunerazione professionale». In sistema così costruito, ha concluso Manfrin «l'approccio strategico vede il suo nucleo centrale nella motivazione del professionista legata all'outcome clinico, prima e solo dopo a quello economico. Se l'approccio fosse solo economico in un modello "box driven" cioè legato alla "scatoletta", il farmacista sarebbe sostituibile. Se il riferimento di partenza sono l'outcome clinico e il know-how, il farmacista diventa non più sostituibile se non da un collega».
Simona Zazzetta
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