Politica e Sanità
07 Aprile 2014Prestazioni infermieristiche a domicilio e sistema di prenotazioni analisi con laboratori convenzionati, è questo il pacchetto di servizi che le parafarmacie sono pronte a erogare sul territorio, a partire dalla provincia di Viterbo dove a fine aprile avrà inizio la sperimentazione. Ad annunciarlo è Stefano Migliori, presidente di Vifarm, cooperativa di farmacie non convenzionate, che spiega: «Vista la crescente necessità di attivare servizi assistenziali sul territorio, ma non potendo accedere alla convezione con il Servizio sanitario nazionale, anziché rincorrerla abbiamo preferito avviare un’attività privata su privato costruendo una rete di convenzioni con laboratori di analisi e case di cura». E aggiunge: «Nel progetto abbiamo coinvolto gli infermieri iscritti al Collegio Ipasvi, figure professionalmente qualificate e con copertura assicurativa nonché categoria in difficoltà occupazionale. Insieme a loro abbiamo creato una cooperativa ad hoc per offrire, soprattutto a pazienti anziani, il servizio di prelievo a domicilio». Sul fronte delle prenotazioni, spiega Migliori, «è stato implementato un sistema informatico creato a nostra misura che consentirà di gestire le prenotazioni nei centri convenzionati. Il coinvolgimento di chi, come noi, è impegnato in un’attività imprenditoriale o di libera professione, garantisce un accessibilità economica data da prezzo concorrenziali. Inoltre, non passando attraverso il servizio sanitario siamo in grado di garantire ridurre anche i tempi di attesa». I servizi offerti non hanno costi aggiuntivi: «Il paziente paga con fattura il costo della prestazione» chiarisce Migliori «e la sostenibilità è garantita dal fatto che la parafarmacia mette a sistema ciò che c’è senza necessità di investimenti su personale dedicato. Questo non è possibile che accada nella farmacia convenzionata dove il carico di lavoro rischia di venire ulteriormente ingolfato dall’implementazione dei servizi di prenotazione che richiede diversi minuti di tempo e quindi non si può fare senza una remunerazione, che per altro cambia tra regione e regione». Il servizio Cup legato al Servizio sanitario nazionale, ma non remunerato, è già presente in alcune parafarmacie, fa sapere Davide Giuseppe Gullotta, vicepresidente della Federazione nazionale parafarmacie (Fnpi): «In Calabria è già così, per esempio. Ma poiché il Cup in convenzione è gestito e remunerato in modo diverso da regione è fondamentale che le parafarmacie si inseriscano in modo organico e con un sistema unico di connessione a cooperative di professionisti. In parafarmacia ci sono farmacisti che stanno alle regole dettate da ministero dunque anche noi dobbiamo poter offrire servizi aggiuntivi che rispondano ai bisogni».
Simona Zazzetta
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