Politica e Sanità
10 Aprile 2014Il concorso straordinario bandito dalla Regione Marche procede con tempi sovrapponibili alle altre regioni, senza particolari criticità e con un probabile recupero considerando alcuni imprevisti di percorso come l’avvicendamento del responsabile del servizio farmaceutico. È quanto spiega a Farmacista33 Luciano Diomedi (foto) referente regionale della Federazione degli ordini dei farmacisti per chiarire l’interrogazione fatta nei giorni scorsi dal consigliere regionale Giancarlo d’Anna. Dalle cronache locali si apprende che in sede di giunta regionale il consigliere ha denunciato il ritardo con cui è stata nominata la commissione e il rischio di impugnazione davanti a un tribunale per la sostituzione del professore universitario previsto dal regolamento nazionale con un funzionario regionale competente in materia di salute e politiche sociali. «Il concorso si sta espletando con i tempi fisiologici di uno concorso di questa natura e nella media nazionale» dice Diomedi commentando l’interrogazione, «ma la valutazione è già in corso, con incontri ogni 14 giorni della commissione esaminatrice, e a breve verrà conclusa per entrare nella fase 5 della procedura. Non siamo quindi lontani dai risultati ottenuti in altre regioni» sottolinea. «Anzi, c’è stato anche un recupero su possibili ulteriori ritardi causati da un cambio ai vertici del servizio farmaceutico regionale e da un richiesta di variazione dei nominativi dei canditati per incongruenze. Quindi al massimo si parla di un ritardo di 30-60 giorni». D parere simile anche Romeo Salvi, presidente dell’Ordine di Pesaro-Urbino che parla di un’interrogazione «è fuori luogo». E aggiunge: «Il ritardo c’è come in tutte le altre regioni e i tempi tecnici sono quello che sono. Certo è che nella categoria c’è la consapevolezza che lo scenario è mutato negli ultimi due anni durante i quali la spesa farmaceutica è calata». E di sostenibilità parla anche Diomedi: «Nonostante il nostro impegno per arrivare alla fine del concorso sia fuori discussione, non siamo d’accordo sul numero di nuove sedi messe a concorso perché non garantisce la sostenibilità né delle nuove né di quelle vecchie. E se la legge Monti è nata per incrementare il servizio farmaceutico e rilanciare l’economia non è così che ci si riuscirà».
Simona Zazzetta
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