Politica e Sanità
11 Maggio 2014La spesa farmaceutica convenzionata ha segnato, nel 2013, un calo del 2,5% rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento del 2,6% delle ricette. Nel complesso, però, il comparto farmacia ha registrato un +1,3% di fatturato e una crescita della distribuzione per conto (Dpc). Questi i dati presentati a Cosmofarma da Annarosa Racca presidente di Federfarma, secondo una elaborazione dei dati di spesa 2013 realizzata da Federfarma. Il calo della convenzionata viene attribuito ai tagli dei prezzi, alle varie trattenute imposte alle farmacie, alla crescita del mercato degli equivalenti e all’aumento in alcune regioni di medicinali acquistati dalle Asl. La farmacia, si sottolinea nell’analisi, continua a dare un contributo rilevante al contenimento della spesa: sconto per fasce di prezzo, pay-back, trattenuta dell’1,82% sulla spesa farmaceutica poi portato, nel 2012, al 2,25%. In sintesi, un contributo netto al risparmio da parte delle farmacie di circa 800 milioni di euro solo per lo scorso anno.
«È necessario intervenire sui veri sprechi del Ssn, che non risiedono certo nella farmaceutica convenzionata, anche perché le farmacie garantiscono un monitoraggio costante, confezione per confezione, di tutti i medicinali consegnati ai cittadini» sottolinea Racca.
Dai dati 2013 sul mercato complessivo in farmacia emerge un aumento dell’1,3% del fatturato complessivo, legato alla ripresa del parafarmaco, in particolare degli integratori. La stessa distribuzione per conto cresce del 13,2%, rappresentando sempre più una valida alternativa alla distribuzione diretta da parte delle Asl.
«Bisogna dare seguito a quanto indicato nella Nota di aggiornamento al Def 2013, ove è indicato un ruolo importante per la farmacia nel processo di deospedalizzazione attraverso la fornitura di servizi alla popolazione nel campo dell’assistenza domiciliare, della presa in carico e del monitoraggio dei pazienti cronici in collaborazione con i medici. Così come è necessario riportare in farmacia tutti i medicinali che non richiedono particolari controlli delle strutture sanitarie pubbliche, oggi oggetto di distribuzione diretta da parte delle Asl: ciò consentirebbe alle Asl di concentrarsi sul altre attività e potenziare servizi a favore dei cittadini. La crescita della Dpc nel 2013 rappresenta un segnale di cui Governo e Regioni, nel confronto per il Patto per la Salute, devono tenere conto».
Nicola Miglino
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