Politica e Sanità
28 Maggio 2014Tutti i provvedimenti relativi al delisting dei farmaci, adottati dal ministero della Salute e dall''Aifa, saranno sottoposti all''attenzione di organismi giudicanti terzi. È quanto hanno annunciato di voler fare il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) e la Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane, in seguito alla rettifica al decreto 21 febbraio 2014 che, ricorda una nota congiunta, fa «marcia indietro sul delisting dei farmaci riposizionando gli unici farmaci di un certo interesse terapeutico (Ciclozinil - gentamicina solfato in crema e Sterozinil - gentamicina solfato + betametasone valerato in crema, ndr.) da senza obbligo di ricetta a farmaci con obbligo di ricetta». Le due associazioni ricordano che «il binomio farmaco/farmacista è l''unica condizione in grado di garantire sicurezza nella consegna dei medicinali e ciò indipendentemente se questo avviene in farmacia o altrove», dal momento che «il farmacista che opera negli esercizi commerciali ha gli stessi titoli di quello che opera nelle farmacie. Diminuire il numero di farmaci a sua disposizione significa fare un danno innanzitutto ai consumatori che sono privati dei vantaggi economici e concorrenziali derivati dal confronto tra diversi canali distributivi». Le due sigle, dunque, considerano i decreti pubblicati «ingiustificabili dal punto di vista scientifico».
Stesso tenore di commenti da parte del presidente della Federazione nazionale delle Parafarmacie, Davide Gullotta che parla di scelte e ripensamenti dell’Agenzia italiana del farmaco «ancora una volta privi di logica, ambigui e dannosi soprattutto per la credibilità stessa dell’ente». E aggiunge: «Un ripensamento che insospettisce ulteriormente soprattutto se si considera che gli equivalenti di tali farmaci, nonostante richiedano la prescrizione, continuano ad essere tutt’ora venduti in farmacia senza ricetta. Siamo ancora disposti a credere nella buona fede e nella professionalità dell’Aifa» conclude Gullotta «e dunque respingiamo l’idea che una tale inversione di rotta sia frutto di un ripensamento dal chiaro sapore politico o ancora peggio di una svista. Adesso aspettiamo chiarimenti e quanto prima la convocazione di un tavolo: le nostre attività e la salute stessa delle persone non possono essere lasciate in balia di scelte poco chiare e finora prive di logica», conclude Gullotta.
Simona Zazzetta
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