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Politica e Sanità

04 Giugno 2014

Farmaci rubati, l’Ema pubblica i nuovi numeri dei lotti coinvolti


L’indagine sui farmaci contraffatti, manomessi e reintrodotti nella catena di distribuzione con dati falsificati sta continuando e  sono ora disponibili i numeri dei lotti di Avastin e MabThera coinvolti. Ne ha dato notizia l’Ema, che ha aggiornato la tabella già pubblicata in precedenza,  includendovi gli identificativi dei lotti. Dopo l’annuncio del 24 aprile riguardante l’inchiesta sulla fornitura di medicinali rubati (Herceptin, Remicade e Alimta), erano infatti stati identificati due ulteriori farmaci distribuiti illegalmente: Avastin e MabThera, appunto. La fitta rete di indagini aveva preso l’avvio da una segnalazione di un grossista inglese che aveva notato alcune anomalie su confezioni del farmaco antitumorale Herceptin. Acquistati da un grossista italiano, i farmaci erano destinati alla Germania, configurando un caso di respiro internazionale, che aveva indotto le autorità competenti e l’Ema a collaborare all’investigazione di cui, in prima battuta, si erano occupati l’Agenzia del farmaco italiana e i carabinieri Nas.
Era stata proprio l’Aifa a spiegare che “sarebbero stati coinvolti diversi grossisti europei che avrebbero emesso le fatture utilizzate per vendere i medicinali rubati a operatori italiani autorizzati, che, a loro volta, li avrebbero esportati verso altri mercati europei. Trattandosi di distributori non autorizzati, i prodotti da questi commercializzati non possono essere ritenuti sicuri e efficaci, pertanto sono da considerarsi medicinali falsificati e non devono essere utilizzati». La fondatezza dell’allarme era stata confermata dalle analisi chimiche che avevano dimostrato come almeno una confezione di Herceptin non contenesse il suo reale principio attivo, il trastuzumab, bensì ceftriaxone, una cefalosporina. L’Ema assicura ora che «le autorità competenti nazionali continuano le indagini sui lotti coinvolti, hanno messo in atto appropriate misure per proteggere la salute dei cittadini europei e hanno posto in quarantena le scorte implicate».

Renato Torlaschi

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