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Politica e Sanità

13 Giugno 2014

Orlandi: tenuta rurali a rischio, rivalutare fatturato di riferimento


Una situazione quella del fatturato annuo di riferimento che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha compreso nel conteggio anche l'assistenza integrativa, ha visto l'accentuarsi di interpretazioni penalizzanti da parte di alcune Regioni, che hanno messo nel conteggio anche la Dpc, con per di più il rischio per le farmacie rurali di vedersi chiedere indietro importi che possono essere anche di 70-80-100mila euro. E, d'altra parte, a fronte di questo atteggiamento, rimane ancora inattuata la rivalutazione secondo l'Istat del fatturato annuo, che invece sarebbe obbligatoria per legge e fondamentale per la tenuta delle rurali. A esprimere preoccupazione è Alfredo Orlandi (foto), presidente Sunifar, che denuncia: «In questo ultimo periodo, sicuramente anche a causa delle difficoltà economiche delle Regioni, c'è stato un accentuarsi delle interpretazioni della sentenza del Consiglio di Stato in senso restrittivo, tanto che, oltre all'assistenza integrativa, alcune Asl hanno compreso nel fatturato annuo anche la distribuzione per conto, con forti ripercussioni sulla tenuta delle rurali che già sono in stato di sofferenza. La situazione è complicata: a parte il fatto che viviamo in un contesto in cui di fatto non ci sono regole, il problema è che le Asl potrebbero anche richiedere indietro alle farmacie importi che possono andare da 70 a 100mila euro, anche perché la prescrizione in questi casi è a cinque anni». Ma a fronte di questa impostazione «penalizzante, rimane ancora inattuata quella parte della norma secondo cui ogni due anni ci debba essere una rivalutazione del fatturato di riferimento su base dell'indice Istat. Se la norma trovasse applicazione, da oltre 387mila il fatturato di riferimento sarebbe potuto passare a quasi 600mila euro». Come se non bastasse quelle che avrebbero potuto essere delle opportunità per rivedere il sistema e dare ossigeno alle rurali, «la convenzione e la remunerazione, sono ancora al palo. Tra elezioni, europee, mondiali e quant'altro, ormai se ne inizierà a parlare seriamente da settembre e francamente la vedo dura riuscire a rispettare la deadline di chiudere entro la fine dell'anno». A maggior ragione, in questo contesto, «dare applicazione alla rivalutazione del fatturato di riferimento diventa quanto mai fondamentale».

Francesca Giani

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