Toscana, parte lunedì la ricetta online con monitoraggio su problematiche
Parte lunedì la dematerializzazione della ricetta in Toscana, secondo un'organizzazione che dovrebbe permettere a farmacie e medici di gestire gli eventuali problemi. E, secondo la delibera che era stata recentemente approvata dalla Regione, Dpc e stupefacenti sono esclusi dal sistema, ed è stata prevista una procedura di gestione anche per quelle situazioni in cui la fascia di reddito rilevata in automatico dal sistema non dovesse essere ritenuta corretta dal paziente. «Con la Regione è stata predisposta una scaletta per strutturare la partenza della dematerializzazione in modo tale da consentire il monitoraggio di eventuali problematiche e la possibilità di predisporre immediatamente soluzioni» spiega Marco Nocentini Mungai, presidente di Federfarma Toscana. «Da lunedì si parte con un solo medico di medicina generale della casa della salute di Empoli. Dopo una settimana i medici coinvolti saranno 11, tutti quelli della casa della salute. Tra luglio e agosto si allarga alla provincia e da settembre il progetto è di estendere gradualmente la dematerializzazione a tutta la Toscana con l'obiettivo di arrivare a fine anno a regime. In tutti questi step è garantito un monitoraggio immediato da parte di tutti, farmacie, medici, amministrazione, in modo da evitare qualsiasi difficoltà alle farmacie e ai pazienti. Altra nota positiva è anche il fatto che nella delibera recentemente approvata dalla Regione sono state recepite tutte le nostre richieste, comprese quelle di escludere dal sistema la Dpc e gli stupefacenti». Anche la possibilità che si creino problemi in farmacia per via della fascia di reddito ha trovato una sua modalità di gestione: «la fascia di reddito non viene più inserita dal medico sulla base di quanto dichiarato dal paziente ma rilevata in automatico dal sistema», che interroga le banche dati del Mef e dell'Inps. Nel caso in cui il codice sia sbagliato o non compaia è necessaria un'autocertificazione, a validità annuale, per evitare di pagare un importo errato. Solo un paio di mesi fa dalla Regione era arrivata la preoccupazione, secondo un articolo riportato dal Tirreno, che un cittadino su quattro non fosse schedato nelle banche dati, cosa che comporta l'inserimento nella fascia di reddito massima. «Non abbiamo a disposizione i dati della Regione, non saprei dire di che entità sia il problema. Comunque è stata prevista una modalità di gestione della singola ricetta per evitare di far pagare di più al cittadino, che comunque dovrà poi fare l'autocertificazione».
Francesca Giani
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