Su ricetta elettronica Puglia al rallenti. Continua la protesta dei medici
Sul fronte delle farmacie prosegue in Puglia il graduale coinvolgimento dei presidi nella sperimentazione della ricetta elettronica, con una formazione che vede anche il contributo della Regione, ma la protesta dei medici di medicina generale, che sta rallentando il processo, sembra non aver trovato risposte, tanto che sono «molto pochi i medici disponibili sotto il profilo tecnico». Arnaldo Tempesta, presidente di Federfarma Puglia, descrive la situazione nella Regione e spiega: «Sul fronte delle farmacie stiamo coinvolgendo i presidi con gradualità in modo da cercare di limitare le problematiche e avere la possibilità di apportare le modifiche tecniche funzionali per ridurre i tempi, finora troppo lunghi, per il processo della ricetta elettronica. Prosegue la preparazione dei farmacisti che avviene anche con il contributo formativo della Regione». Sul fronte dei medici di medicina generale, «la situazione non sembra essersi ancora risolta e la protesta è ancora in corso tanto che sono pochi i medici disponibili sul piano tecnico». Una protesta che è esplosa a metà mese, quando la Fimmg, il principale sindacato della medicina generale, ha abbandonato il tavolo con la Regione per l'attuazione della dematerializzazione e, come si legge nei comunicati stampa, ha dato mandato ai medici di «attuare le modifiche alla propria organizzazione informatica solo dopo la sottoscrizione dell'atto di intesa regionale», invitando anche la Regione «a non procedere in nessuna maniera nell'attuazione del progetto della dematerializzazione senza il preventivo accordo con i legittimi rappresentanti della Medicina Generale». Il sindacato aveva infatti chiesto, insieme alle altre organizzazioni, che «l'attuazione della dematerializzazione della ricetta fosse preceduta da un accordo regionale che tenesse conto degli aspetti organizzativi conseguenti l'applicazione» e anche dei costi, ma al tavolo con la Regione «abbiamo dovuto prendere atto della mancanza di volontà della Regione Puglia di avviare una qualsivoglia trattativa».
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