Politica e Sanità
27 Giugno 2014Prosegue l'iter del Patto per la Salute, dopo l'ok dell'Economia - che ha confermato che i risparmi rimarranno nella sanità - e dopo che si è conclusa la discussione al Ministero della Salute, al termine degli incontri tra ministro e assessori regionali. «Un lavoro di elaborazione che ha visto in questi giorni protagonisti il Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia ed una delegazione della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni» spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani «che ha portato alla predisposizione di una bozza. Si tratta di un passaggio positivo e coerente con gli impegni che avevamo assunto. La Conferenza delle Regioni valuterà nel merito i contenuti della bozza e si esprimerà la prossima settimana quando sarà convocata una riunione straordinaria che avrà all'ordine del giorno proprio la proposta del nuovo Patto per la Salute 2014-2016. Questo - ha concluso Errani - è il percorso che avevamo definito e a questo percorso, senza alcuna fuga in avanti, ci atterremo». Sembrano, per ora, confermate le misure già anticipate sulla farmaceutica, mentre per quanto riguarda la riorganizzazione delle cure primarie punto di partenza dovrebbe essere quanto già previsto dalla legge Balduzzi sull'obbligo delle aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e delle unità complesse di cure primarie (Uccp). Sul fronte ospedali, rimarrebbe a 60 il limite di posti letto per le case di cura private accreditate che tuttavia tramite la possibilità di accorpamenti a partire dai 40 posti letto rimarrebbero operative nella maggior parte dei casi. Ma sui contenuti arriva il monito di Cittadinanzattiva, che rileva come il Patto sia praticamente un atto segreto: da un Governo che fa della partecipazione dei cittadini un punto di forza, scrive Tonino Aceti, coordinatore nazionale Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, in una nota, «non ci saremmo aspettati un Patto per la Salute praticamente "segreto", passato sopra la testa di cittadini, professionisti e anche del Parlamento». E purtroppo chi ne farà le spese sono i cittadini, che per altro vedono rimandare la revisione dei Lea che risalgono ormai a 15 anni fa. Tra le richieste avanzate la riduzione dei ticket, revisione dell'Isee e nessun passo indietro sui diritti acquisiti quali possono essere le esenzioni per cronici e rari, più attenzione ai Lea e «contemporaneità della riorganizzazione della rete ospedaliera con quella dell'assistenza territoriale, affiancando agli standard nazionali ospedalieri, quelli per l'assistenza territoriale».
Francesca Giani
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