Empowerment del paziente, siglato progetto congiunto Aifa-Eupati
Il paziente in primo piano: in questa direzione punta il protocollo d'intesa firmato nei giorni scorsi a Roma tra Luca Pani, direttore generale dell'Aifa e Ingrid Klingmann, presidente della European patients' academy on therapeutic innovation (Eupati), il consorzio di associazioni di pazienti, mondo accademico e organizzazioni no profit, che si occupa di accrescere le competenze e la consapevolezza dei pazienti in materia di sviluppo di nuovi trattamenti. Lo scopo dichiarato dell'accordo è investire sull'empowerment e l'educazione del paziente; «l'iniziativa - spiega l'Agenzia italiana del farmaco - si inserisce nella politica da tempo avviata dall'Aifa volta a riconoscere il ruolo da protagonisti dei pazienti e dei loro familiari nelle decisioni regolatorie, al fine di promuoverne il coinvolgimento qualificato nelle diverse fasi del processo di sviluppo del farmaco». L'Aifa parteciperà attivamente e direttamente alle attività di formazione certificate, nazionali e internazionali, che verranno organizzate in Italia sulle scienze regolatorie e sui processi di ricerca che riguardano i medicinali ad uso umano. Si tratta della prima esperienza di interazione diretta tra un'Agenzia regolatoria e l'Eupati; Aifa, con le sue conoscenze nel campo dei medicinali, offrirà il proprio supporto ai potenziali futuri corsi di formazione di esperti e agli incontri formativi di Eupati e contribuirà allo sviluppo del concept e delle attività. Il progetto comporta la diffusione di informazioni e il coinvolgimento sia di un pubblico ritenuto esperto che di un pubblico meno vicino ai meccanismi regolatori. La sua durata è stata prevista in cinque anni, ma «l'obiettivo a lungo termine - dichiara l'Aifa - è realizzare un sistema educativo in progress in grado di fornire un contributo solido e qualificato dei pazienti e dei loro familiari al processo regolatorio del farmaco, dalla fase della sperimentazione clinica a quella della vigilanza dopo l'immissione in commercio, integrando e rendendo omogenee le migliori prassi a livello europeo».
Renato Torlaschi
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