Rapporto Istat: un italiano su tre assume regolarmente farmaci
Quasi un terzo della popolazione italiana, il 31,1%, nel 2013, ha consumato regolarmente farmaci, con percentuali leggermente più elevate (32,5%) per le donne e a partire già dall'infanzia: il 7% dei bambini fino a 14 anni ha assunto farmaco al giorno. A fronte di questi consumi, si è dimezzato il ricorso alle terapie non convenzionali rispetto al 2000, da 15,8% a 8,2% e in particolare, l'uso di rimedi omeopatici è sceso dal 7% al 4,1% tra il 2005 e il 2013. Sono solo alcuni dei dati raccolti su 120mila intervistati dal rapporto Istat "Tutela della salute e accesso alle cure" presentato ieri a Roma e che disegna una popolazione italiana che invecchia, in cui le patologie croniche sono sempre più diffuse mentre diminuiscono quelle respiratorie croniche e artrosi grazie a esperienze di vita sempre più sane. Dai dati sui consumi emergono anche alcune tendenze: l'88,1% degli intervistati ha assunto farmaci su prescrizione del medico, e solo il 14,6% di propria iniziativa, ma la quota sale al 39,9%, dato più alto registrato nella fascia di età 15-24 anni mentre si affidano quasi totalmente al medico (90%) a partire dai 55 anni in su. Questi valori restano stabili anche tra chi fa uso quotidiano di farmaci. Sul fronte delle terapie non convenzionali, l'Istat segnala un netto crollo: se nel 2005 erano quasi 8 milioni, pari al 13,7%, le persone che vi facevano ricorso, nel 2013 sono state circa 4,9 milioni. Tra le varie terapie non convenzionali l'omeopatia resta, comunque, la più diffusa (4,1%), seguita dai trattamenti manuali (3,6%), dalla fitoterapia e dall'agopuntura (utilizzati rispettivamente dall'1,9% e dall'1% della popolazione). Ma stando alle risposte è il ricorso a trattamenti omeopatici che è sceso complessivamente dal 7% al 4,1%; in particolare, dimezzato tra le donne adulte di 25-54 anni (6,9%) e anche tra i bambini: nel 2005 circa l'8,2% della popolazione fino a 14 anni era curato con rimedi omeopatici, nel 2013 la quota scende al 6,1%. Il rapporto mostra che l'omeopatia, tra le terapie non convenzionali, è quella di minor successo: infatti, tra quanti hanno fatto ricorso ai diversi tipi di terapie nell'anno precedente l'intervista, si dicono convinti a utilizzarli ancora perché hanno ricevuto benefici il 55,4% per l'omeopatia, il 58% per i prodotti fitoterapici, il 76,7% per chi ha fatto ricorso all'agopuntura e l'83,4% per chi si è sottoposto a trattamenti manuali.
Simona Zazzetta
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