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Politica e Sanità

15 Luglio 2014

Osmed: aumentano le prescrizioni di equivalenti, biosimilari in miglioramento


Equivalenti in crescita, ma ancora bassi rispetto ad altri paesi, con un'incidenza nel 2013 pari al 14,9% sul totale della spesa, una spesa farmaceutica a rischio di esplosione nei prossimi anni e un sistema di farmacovigilanza che migliora ma che vede ancora basse le segnalazioni dai medici di medicina generale. Sono alcuni aspetti della spesa farmaceutica messi in luce nel rapporto Osmed 2013 e su cui il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani, esprime preoccupazione: quest'anno per la prima volta la farmaceutica territoriale non è stata tenuta sotto controllo ma i maggiori timori riguardano il fatto che sono molti i farmaci in arrivo, per i tumori, le malattie infettive a cominciare dall'epatite, l'Hiv e il sistema nervoso centrale, e la previsione è di un aumento esponenziale dei costi per la spesa farmaceutica. Per quanto riguarda i dati messi in luce dal rapporto, «la prescrizione di farmaci a brevetto scaduto ha rappresentato nel 2013 il 64,3% delle dosi e il 41,5% della spesa netta (con un incremento del +3,8% rispetto al 2012). Nello specifico, i farmaci equivalenti rappresentano il 14,9% del totale della spesa, in crescita rispetto all'incidenza del 13,4% del 2012». «Sia la spesa sia i consumi dei farmaci a brevetto scaduto sono in aumento rispetto al 2012» e «nell'ultimo anno hanno perso la copertura brevettuale alcune molecole ad elevato impatto sulla spesa farmaceutica convenzionata: irbesartan e idroclorotiazide e rizatriptan». Inoltre, «ci sono ancora ampi margini di miglioramento per l'utilizzo dei biosimilari, anche se il loro uso è in aumento, con effetti positivi sulla spesa: un decremento della spesa del -16,6% rispetto al 2012 è stato registrati nell'ambito delle epoetine». «Le Regioni con la più elevata incidenza del consumo di farmaci a brevetto scaduto sono state l'Umbria (67,3%) seguita dall'Emilia Romagna (66,6%) e dalla Toscana (66,0%), mentre la Sardegna (61,3%), la Provincia Autonoma di Trento (61,3%) e il Lazio (61,4%) sono quelle nelle quali è stato registrato il consumo più basso». In generale, «nel 2013 ogni italiano ha consumato in media 1,7 dosi di farmaci al giorno (1.679 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti) con il 70,4% di questi farmaci erogato a carico del Servizio Sanitario Nazionale». In questo quadro «la spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, è stata pari a 26,1 miliardi di euro (+2,3%rispetto al 2012)». «Nell'ambito dell'assistenza convenzionata, ogni italiano ha consumato in media poco più di una dose al giorno (1.031,5 DDD/1000 ab. die), in aumento rispetto all'anno precedente del +2,5%, mentre in termini di confezioni è stato registrato un incremento del +2,2% (oltre 1 miliardo di confezioni nel 2013, corrispondente a 18,7 confezioni pro capite). Il numero di prescrizioni è aumentato del 2,5% rispetto allo scorso anno e ha toccato le 608 milioni di ricette». E, «per quanto riguarda le strutture sanitarie pubbliche, sono state erogate 150,6 dosi di farmaci al giorno ogni 1000 abitanti, in diminuzione del -13,8% rispetto all'anno precedente». Inoltre, «i dati relativi ai farmaci erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale attraverso le farmacie pubbliche e private e le strutture pubbliche e a carico del cittadino, evidenziano che nel 2013 i medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani (525 Ddd ogni 1.000 abitanti die) e a maggior spesa (4.194 milioni di euro, 70,3 euro pro capite)». Interessante un altro dato: nel 2013 «aumenta del +3,5% il consumo di antibiotici, mentre la spesa si riduce del -3,4%», ma «si continuano a osservare elevati livelli di inappropriatezza nel loro utilizzo. L'impiego inappropriato supera il 20% in tutte le condizioni cliniche con particolare impatto per la laringotracheite (49,3%) e la cistite non complicata (36,3%)». E poi c'è la farmacovigilanza: «durante il 2013 sono state inserite nella Rete nazionale di farmacovigilanza (Rnf) 40.957 segnalazioni di sospette reazioni avverse da farmaci. Il numero di segnalazioni è in crescita: nel 2001 le segnalazioni inserite nella Rete erano 131 per milione di abitanti e nel 2013 rispetto al 2012 è stato registrato un incremento del +41%. Oltre la metà delle segnalazioni è pervenuto da medici ospedalieri (52%), seguono quelle di farmacisti (16%) e specialisti (9%). Ancora basse le segnalazioni dai medici di medicina generale (7%). È stato registrato un notevole incremento delle segnalazioni provenienti dalle aziende farmaceutiche (+729%) e dai pazienti (+268%)».

Francesca Giani

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