Politica e Sanità
22 Luglio 2014Gestione della cronicità, assistenza domiciliare integrata, servizi di telemedicina in farmacia. Sono solo alcune delle frontiere della farmacia di comunità ma per poterle espletarle è necessario seguire una serie di coordinate e provvedere allo sviluppo di nuove competenze. È questo il senso delle «Linee di indirizzo sugli strumenti per concorrere a ridurre gli errori in terapia farmacologica nell'ambito dei servizi assistenziali erogati dalle Farmacie di comunità», il manuale - frutto del lavoro del gruppo "Implementazione della qualità e sicurezza dei servizi assistenziali erogati nelle Farmacie di comunità" formato dalle Federazioni degli ordini di farmacisti (Fofi), dei medici (Fnomceo), degli infermieri (Ipasvi), dalla Società di Farmacia ospedaliera (Sifo) e da quella dei medici di medicina generale (Simg) - promosso dal Ministero della Salute, che fa il punto sulle regole per garantire la qualità delle prestazioni e prevenire gli errori nelle terapie farmacologiche e che «costituisce tanto una somma di conoscenze quanto la prima prova di una diversa collaborazione tra attori della tutela della salute». Sviluppato in nove capitoli, che vanno dalla sicurezza e uso appropriato di farmaci e di prodotti diversi dal farmaco, alla comunicazione, al monitoraggio sul territorio e ai sistemi di segnalazione, alla sicurezza dei pazienti e nuovi servizi per la collettività, ma anche alla continuità ospedale territorio e alla formazione e alla responsabilità professionale ha come filo conduttore un farmacista e una farmacia in continua evoluzione. Da un lato, si legge nel manuale, la «farmacia si sta delineando sempre più come Centro socio sanitario polifunzionale facilmente accessibile e disponibile a soddisfare le richieste dell'utenza», dall'altro «si sta assistendo a uno spostamento della professione del farmacista da un modello farmaco centrico a un modello paziente centrico». Inoltre, «per la sempre maggiore articolazione delle attività conseguenti alla diffusione dei nuovi servizi la professione del farmacista si arricchisce di ulteriori competenze multidisciplinari che trovano la giusta collocazione nel lavoro in team a fianco di altri operatori sanitari: medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti». Tanto che «la farmacia potrà rivelarsi un presidio di vitale importanza in caso di emergenza e di primo soccorso, soprattutto in alcune aree rurali e montane, nelle piccole isole, o in situazioni di rilevante afflusso di popolazione, e quindi, è necessario regolamentarne in maniera dettagliata l'integrazione con la rete di emergenza e provvedere alla dotazione di defibrillatori semiautomatici e all'addestramento del personale». Difficile, in questo contesto, rendere conto di tutti i contenuti, ma una importante riflessione va al Counseling in farmacia e al farmacista Counselor: «Con l'introduzione della Farmacia dei servizi, le Farmacie costituiscono, ancor di più, un luogo qualificato di offerta di prestazioni sanitarie e di consulenza che, a partire dalla prevenzione e dal monitoraggio delle terapie, in accordo con il medico di medicina generale, si estendono al supporto sociosanitario. Varie sono le attività che il farmacista potrà svolgere in collaborazione con altri professionisti senza incorrere in conflitto con gli stessi, anzi la stretta collaborazione esalterà il lavoro di ognuno; a tal proposito, un'attenzione più mirata del farmacista nell'ambito del suo ruolo verso l'Aderenza alle terapie farmacologiche prescritte soprattutto per patologie croniche, porterà notevoli benefici al paziente, in termini di efficacia della cura, e al Servizio sanitario nazionale (Ssn) in termini di ottimizzazione delle risorse». E ancora: «Un'area di particolare importanza afferisce alla gestione e compartecipazione con altri operatori sanitari alla realizzazione dell'Assistenza domiciliare integrata (Adi) e alla gestione delle patologie croniche». Il farmacista dovrà allora «seguire un percorso di implementazione della sua preparazione professionale, orientandosi verso i bisogni del paziente, ed una qualificazione rivolta al Counseling per meglio interpretare ed esaudire questi bisogni. Nasce, pertanto, la figura del farmacista Counselor necessaria e indispensabile per restare al passo con le trasformazioni e per consentire una reale applicazione della normativa citata». Un altro importante spunto arriva dalle tecnologie al servizio della comunicazione in sanità: «Nell'ambito della sanità elettronica saranno particolarmente utili le ulteriori applicazioni della Telemedicina, tra cui i "servizi di Telefarmacia" soprattutto nelle aree disagiate e rurali e per le patologie croniche come già sperimentato in altri Paesi europei». Servizi che potranno essere «rafforzati dalla possibilità di utilizzare la ricetta elettronica e il fascicolo elettronico sanitario con il dossier farmaceutico del paziente. Indubbiamente la cooperazione tra professionisti ospedalieri e del territorio sarà fondamentale per una completa presa in carico del paziente». Ma l'evoluzione passa anche attraverso la responsabilità professionale, a cui è dedicato il capitolo finale del manuale e a cui è affidato l'auspicio in termini di «prospettive future»: «Alla luce di quanto contenuto nel Manuale sarebbe auspicabile che, in un futuro, il farmacista di comunità, garante della dispensazione quale ultimo filtro della consegna del farmaco, potesse formalizzare l'assunzione di responsabilità della propria prestazione da considerarsi come atto sanitario a tutti gli effetti».
Francesca Giani
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