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Politica e Sanità

11 Settembre 2014

Tagli lineari a sanità, dalle Regioni No secco all’ipotesi


Dalle Regioni arrivano un «totale, secco e immodificabile» No ai possibili tagli alla sanità per 3 miliardi di euro e un avvertimento: «se si rompe patto d'onore sulla sanità siglato in agosto con il Governo viene meno il rapporto di fiducia e collaborazione». A dirlo è il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino che ha ricordato che all'inizio di agosto la firma del Patto per la salute ha impegnato le Regioni a «scrivere piani di riordino dei servizi sanitari e ha previsto un fondo da 109 miliardi di euro, con un aumento di circa 2 miliardi e mezzo in più l'anno in più per il 2015 e il 2016 per finanziare il servizio sanitario nazionale». Chiamparino ha fatto sapere di aver scritto una lettera al ministro Lorenzin per chiedere di mantenere le somme e gli impegni pattuiti e di essersi attivato per un confronto con il Governo. Nel corso della giornata anche altri governatori hanno espresso la propria posizione. «Con il Governo abbiamo raggiunto risultati straordinari nella sanità» ha commentato Stefano Caldoro presidente della Campania «dando prova di grande responsabilità, a partire dall'intesa sul Patto per la salute, fino a quella sul riparto del Fondo sanitario nazionale. Ma i patti vanno rispettati. Nessuno si sottrae alla partita dell'efficientamento» ha aggiunto «ma diversa cosa sono i tagli dopo che erano stati siglati precisi accordi». Più dura e «senza alcun margine di trattativa» la posizione del presidente del Veneto Luca Zaia: «Provino a tagliare un solo euro alla sanità veneta e mi troveranno personalmente steso di traverso sulla strada che vogliono percorrere di distruzione della sanità in Italia, in particolare dove, come in Veneto, ogni euro risparmiabile è già stato risparmiato senza aspettare i superesperti di turno. Qui da noi ridurre ancora la spesa equivarrebbe inevitabilmente a tagliare l'assistenza agli utenti. Ci pensino bene, prima che possa mettersi in moto una vera rivolta». Le preoccupazioni le hanno espresse anche gli Assessori alla Sanità delle Regioni, coordinate dall'assessore veneto Luca Coletto, che ha annunciato di voler convocare «il più presto possibile» una riunione del Coordinamento degli assessori alla Sanità delle Regioni italiane, «per cercare di fare argine comune ad una situazione che, così come ipotizzata, sarebbe letteralmente insostenibile».

Simona Zazzetta

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