Farmaci senza ricetta: caso Gb svelato dai media. Professionista radiato
Mentre in Italia è in corso una campagna moralizzatrice, sostenuta da una circolare Federfarma e da varie associazioni di categoria, per il rispetto delle norme deontologiche che regolano la dispensazione dei medicinali da prescrizione, nel Regno Unito la questione è stata denunciata all'opinione pubblica da un programma della Bbc e il General pharmaceutical council è subito intervenuto esercitando il suo potere disciplinare. In pratica l'abitudine di dispensare farmaci da prescrizione a pazienti privi di ricetta medica è costata cara a un farmacista londinese: la radiazione dall'albo professionale. Il caso è stato documentato da un ripresa video delle Bbc che per il suo dossier Inside Out, aveva mandato in farmacia un giornalista in incognito. Una iniziativa, quella delle "acquisizioni, per di più nascoste e non autorizzate, di immagini e/o registrazioni", che probabilmente in Italia non sarebbe legittimata perché "la farmacia è notoriamente soggetta a particolari tutele in tema di privacy" come ricorda la circolare Federfarma. Tuttavia il caso britannico è degno di nota perché evidenzia un comportamento non solo scorretto ma anche, e più gravemente, ignaro delle sue conseguenze per la salute pubblica. La questione aveva avuto inizio nel 2012 con il farmacista filmato mentre consegnava, nel corso di quattro mesi, rispettivamente 300ml di Oramorph in soluzione (contenente morfina solfato), amoxicillina, Augmentin e diazepam. Il professionista in questione si era difeso all'epoca sostenendo che si trattava di dispensazioni in emergenza, ma le successive indagini avevano dimostrato che le condizioni d'emergenza non sussistevano e il farmacista, su decisione del Fitness-to-practise (Ftp) committee del General pharmaceutical council, a gennaio 2013 era stato temporaneamente sospeso dall'albo. La cancellazione definitiva è giunta lo scorso agosto dopo che l'Ftp ha ascoltato la difesa nel corso della quale il farmacista ha sostenuto di non aver mai consegnato l'Oramorph che, anzi, sarebbe stato sottratto senza che lui se ne accorgesse. Peccato che il filmato dimostrasse l'esatto contrario: il farmacista inseriva il farmaco in un sacchetto, lo consegnava al reporter e ritirava anche il pagamento dovuto. Per di più il giornalista, che si era recato in farmacia chiedendo il farmaco con urgenza, aveva dovuto attendere che fosse prima ordinato e poi consegnato in farmacia, fatto che rende poco plausibile il fatto che poi se ne andasse senza averlo quantomeno ritirato, se non pagato. «Questo, a nostro avviso, non è semplicemente credibile», ha detto il presidente della commissione Patrick Milmo. Il farmacista ha anche tentato di sostenere di aver chiesto al cliente di consultare un medico, ma nelle conversazioni registrate dalla Bbc non ce n'è traccia. La commissione ha sottolineato come il farmacista apparisse inconsapevole dei pericoli connessi alla sua condotta illegale, che si protraeva da mesi e che, senza il reportage, l'indagine e il provvedimento definitivo di cancellazione dall'albo, sarebbe di certo continuata. Un monito, per tutti i farmacisti, a rispettare il codice deontologico pena non solo la possibile perdita del lavoro ma soprattutto la caduta di reputazione nei confronti dell'opinione pubblica. Intanto altri due colleghi, sospesi in via provvisoria sempre in seguito al programma della Bbc sono in attesa di essere ascoltati dalla Gpc nei prossimi giorni.
Elisabetta Lucchesini
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