D'Ambrosio Lettieri a Enpaf: per i disoccupati si cerchi nuova forma di pagamento
I farmacisti disoccupati si trovano a fare una scelta «davvero difficile e imbarazzante» tra la cancellazione dall'Albo e il versamento di un contributo all'Enpaf non compatibile con lo loro situazione economica: bisogna trovare una nuova soluzione al problema del pagamento che sia adeguata ai tempi. È quanto chiede Luigi d'Ambrosio Lettieri presidente dell'Ordine interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Bat, in una lettera rivolta al presidente dell'Enpaf, Emilio Croce. «I casi di disoccupati di lunga durata iscritti ai nostri Albi erano nel passato un fenomeno raro e occasionale, che l'Enpaf ha affrontato con efficacia e tempestività introducendo specifici benefici in favore dei farmacisti privi di occupazione sino a un periodo massimo di cinque anni» scrive d'Ambrosio Lettieri. Ma, sottolinea, come anche riportato nella relazione presentata al Consiglio nazionale dell'Enpaf del 26 giugno, «il numero dei disoccupati è salito a 6.050» e «la disoccupazione, da fenomeno occasionale e transitorio si è cronicizzata e il numero di disoccupati che supera i cinque anni è notevolmente aumentato determinando una vera emergenza di proporzioni sempre più preoccupanti». Alla luce della profonda e perdurante crisi economica, aggiunge d'Ambrosio Lettieri, «la possibilità riconosciuta ai colleghi disoccupati di versare un contributo minimo dell'1%, tra l'altro non utile ai fini previdenziali, limitatamente a un periodo complessivo non superiore a 5 anni, oggettivamente è divenuto oggi un beneficio insufficiente, soprattutto nei casi in cui lo perdita di un posto di lavoro o l'impossibilità di trovarlo comportano sempre più spesso il superamento del limite temporale previsto dal Regolamento dell'ente». Secondo d'Ambrosio Lettieri è necessario dare ai colleghi disoccupati «un segnale tangibile di attenzione della loro situazione, tenuto conto, tra l'altro, che costoro attualmente devono scegliere tra la cancellazione dall'Albo e il versamento di un contributo all'Enpaf non compatibile con lo loro situazione economica. Una scelta davvero difficile e imbarazzante». E conclude: «Ritengo che la gravità e la delicatezza della situazione rappresentata meriti un approfondimento e la ricerca della soluzione migliore possibile».
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