Farmaci innovativi prescritti da Mmg, medici e farmacisti approvano progetto Aifa
«Una profonda trasformazione dei criteri con i quali si determina quale medico e attraverso quali percorsi si realizza il processo che porta a identificare la prescrizione appropriata e adeguata del farmaco al paziente». Secondo Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale sarà questo il risultato di una sperimentazione con cui l'Aifa consentirà a 2.000 medici di medicina generale la prescrizione di farmaci innovativi, oggi attuabile soltanto da parte di medici specialisti. L'iniziativa è ritenuta estremamente positiva da Cricelli che, in una nota rivolta ai soci Simg, ricorda che «sinora la politica dei tetti di spesa applicata a quasi tutte le nuove molecole e classi farmaceutiche, insieme alla istituzione del Piano Terapeutico affidato quasi sempre allo specialista, ha impoverito la medicina generale privata di qualsiasi informazione e aggiornamento sui nuovi farmaci, pur obbligati dalla legge ad assistere cittadini cui vengono prescritti farmaci a noi sconosciuti che noi dobbiamo lo stesso seguire e monitorizzare senza averne le necessarie conoscenze». Per la prima volta, a medici di famiglia sarà affidato il compito di identificare il paziente eleggibile per ciascuna terapia e prescrivere il farmaco con modalità che rendano trasparenti i criteri di identificazione, prescrizione e valutazione dell'impatto della cura prescritta. E, sottolinea Cricelli, «nessuno meglio del medico di medicina generale è in grado di compiere l'intero processo di conoscenza, identificazione del paziente, selezione della terapia appropriata, valutazione degli outcome e audit dell'intero processo di cura». Plauso dalle farmacie con l'auspicio espresso da Annarosa Racca, presidente di Federfarma, «che questa sperimentazione sia l'inizio di un percorso che porti alla riclassificazione in fascia A dei medicinali di ultima generazione e alla distribuzione nelle farmacie di tutta Italia. Consentire la prescrizione degli innovativi al medico di famiglia e la distribuzione tramite tutte le farmacie del territorio» aggiunge «non inficia il monitoraggio della terapia e dei consumi, poiché medici e farmacie possono velocemente mettersi in rete e assicurare l'appropriatezza delle cure».
Renato Torlaschi
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