Spesa convenzionata: in farmacia troppi farmaci consolidati, manca innovazione
Le farmacie si stanno sempre più impoverendo sul fronte dell'innovazione e il fenomeno è reso evidente anche dal dato sull'incidenza dei farmaci soggetti a prezzo di riferimento inseriti nelle liste di trasparenza dell'Aifa sul totale di quelli erogati dal Ssn, pari al 73%, che ci dice come la maggior parte dei medicinali erogati nelle farmacie siano farmaci consolidati. Per questo, il calo che le Regioni virtuose, come il Veneto, segnano nella farmaceutica andrebbe riconosciuto alle farmacie, capaci di creare economie, anche riportando nei nostri presidi i farmaci ad alto contenuto innovativo. L'appello arriva da Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto: «Il fenomeno è stato messo in luce ancora una volta dalla rielaborazione dei dati sulla farmaceutica diffusi da Federfarma: il fatto che i farmaci inseriti nelle liste di riferimento abbiano raggiunto il 73% del totale delle unità dispensate in regime Ssn è un segnale che a noi non piace perché mostra quanto la situazione in farmacia sul fronte dell'innovazione sia ferma. Credo che le Regioni dovrebbero calare nella realtà l'indicazione del ministero della Salute di valorizzare di più le farmacie del territorio nell'erogazione di farmaci ad alto contenuto innovativo, per altro con vantaggi per i cittadini in termini di accesso alle cure. Il mio appello va in particolare a quelle regioni virtuose come il Veneto che ancora una volta ha raggiunto un buon risultato segnando un calo sulla farmaceutica (-4,2% nel primo semestre), che ci tengo a ribadire va ascritto all'impegno delle farmacie del territorio, e guadagnandosi il plauso del governatore Zaia. A fronte di risparmi che le farmacie continuano a produrre, credo sia arrivato il momento, per il Veneto ma anche per le altre regioni, di dare un riconoscimento ai nostri presidi, iniziando a puntare e a investire davvero sulla farmacia. D'altra parte, riportare l'innovazione in farmacia, anche attraverso la Distribuzione per conto, non produce ulteriori spese, perché il costo di acquisto dei farmaci per le strutture sanitarie rimane lo stesso, e anzi ne deriverebbero piuttosto risparmi perché le farmacie distribuiscono una confezione alla volta contribuendo a una riduzione degli sprechi».
Francesca Giani
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
AZIENDE
Detergente intimo antibatterico: difesa quotidiana anche in vacanza. Novità Bundle Pack con il formato da viaggio
Originario del Nord America, il Gymnocladus dioicus, noto come albero del caffè, è una specie arborea utilizzata in passato dai nativi americani per diversi impieghi tradizionali. In omeopatia...