Convenzione, Orlandi: da regioni importante apertura alla ruralità
Dopo anni in cui la ruralità è spesso stata oggetto di scarsa attenzione ci è arrivato un riconoscimento dell'importanza e del ruolo che le nostre farmacie hanno per l'universalità dell'assistenza e la tenuta del servizio sanitario. Speriamo che questo spunto possa effettivamente essere raccolto e sviluppato nel processo della nuova convenzione. Le parole sono di Alfredo Orlandi, presidente Sunifar, e fanno riferimento a uno dei risultati arrivati dalla riunione di ieri tra Federfarma e Regioni, che ha fatto seguito alla proposta lanciata nell'incontro informale di due settimane fa tra una delegazione del sindacato titolari e una rappresentanza di governatori di avviare un tavolo di confronto su quelle che potrebbero essere le questioni principali della nuova Convenzione e che servirà come base per l'atto di indirizzo che le Regioni consegneranno alla Sisac incaricata di portare avanti la trattativa vera e propria. «Si è trattato di una riunione programmatica» spiega Orlandi «in questa prima fase il tavolo di confronto si occuperà di analizzare e discutere le principali problematiche e criticità del sistema e al momento non si è ancora entrati nel dettaglio dei contenuti». Intanto, uno dei risultati è «l'idea di procedere in modo spedito, per favorire il percorso che dovrà portare alla Convenzione». Il che potrebbe significare che è convinzione anche delle Regioni non subordinare la convenzione delle farmacie alla chiusura di quella dei medici, ma che potrebbero procedere su binari paralleli. «Una nota che vorrei sottolineare è che il clima di entrambi gli incontri è stato molto tranquillo e propositivo e questa è una buona premessa. In sostanza è emerso un grande senso di responsabilità anche per il momento che stiamo vivendo e la consapevolezza che di problematiche ce ne sono, ma che vanno risolte assieme». Ma soprattutto a emergere è stata «una grande attenzione per le rurali: si è capita finalmente l'importanza del nostro servizio e il sacrificio che comporta per i farmacisti. È stato riconosciuto che le rurali svolgono un ruolo di profondo aiuto alla tenuta economica del sistema sanitario, perché offrono un servizio, per altro poco remunerato, a costi limitati in territori in cui la redditività è veramente bassa, con un gran risparmio per le casse dello stato. Ritengo che questo sia un buon risultato soprattutto a fronte dei tempi bui da cui veniamo: vorrei ricordare il tavolo che aveva visto Aifa insieme all'allora ministro della salute Renato Balduzzi in cui è stata messa in discussione la ruralità stessa». E proprio anche alla luce del riconoscimento delle rurali «si è data, a maggior ragione importanza, al capitolo della farmacia dei servizi, un tema caro anche alle Regioni».
Francesca Giani
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