Utifar, farmacie sono presidio sanitario per utenti, meno per istituzioni sanitarie
La percezione che la maggior parte degli utenti ha della farmacia è quella di un presidio sanitario, tanto che «tra 1,2 e 1,6 milioni di cittadini ha fatto prevenzione delle malattie più comuni grazie alle farmacie», e l'attività di counselling su farmaci e trattamenti interessa anche medici e specialisti - «mediamente, in una settimana, i farmacisti vengono consultati dalle 6 alle 10 volte per informazioni». Ma, secondo i farmacisti, a riconoscere nelle farmacie un presidio sanitario tra gli organismi sanitari istituzionali (strutture sanitarie, medici di base, medici specialisti) «sono circa 6 su 10». È questo uno dei quadri che emerge dalle indagini presentate durante il convegno "Il primo bilancio sociale delle farmacie italiane" nel corso di Farmadays organizzato dall'Utifar. «Secondo i farmacisti» sono le conclusioni «la stragrande maggioranza degli utenti (mediamente almeno 8 su 10) vede nella farmacia non un esercizio commerciale che vende prodotti sanitari, ma un vero e proprio presidio sanitario». Una percezione supportata anche dall'attività delle farmacie nella prevenzione: «le farmacie entrano in contatto ogni giorno con 2,3/3 milioni di cittadini e un utente su 3 che entra in farmacia ogni giorno (800 mila / 1 milione di cittadini) ha nel farmacista un consulente gratuito della salute». Ma in particolare «in una fase economica in cui le famiglie tagliano anche le spese per la salute, oltre 6 farmacie su 10 hanno organizzato nel 2013 giornate per la prevenzione delle più comuni patologie». Tanto che secondo i farmacisti «tra 1,2 ed 1,6 milioni di cittadini hanno fatto prevenzione delle malattie più comuni grazie alle farmacie: mediamente 15/20 persone si sottopongono ai test di prevenzione organizzati dalle farmacie». E l'attività di consulenza non va solo agli utenti, ma anche a medici di medicina generale e specialisti: «mediamente, in una settimana, i farmacisti vengono consultati dalle 6 alle 10 volte da medici di base o medici specialisti per informazioni su farmaci e trattamenti». Uno status di presidio sanitario che, però, sembra essere riconosciuto in misura inferiore dagli organismi sanitari, che sono invece quelli che dovrebbero coinvolgere concretamente le farmacie nei progetti di evoluzione del ruolo della farmacia, per esempio di pharmaceutical care e servizi, tanto che i farmacisti segnalano «una maggiore diffidenza da parte degli altri organismi sanitari: pur apparendo mediamente la maggioranza, secondo le farmacie sono circa 6 su 10 gli altri organismi sanitari (strutture sanitarie, medici di medicina generale, medici specialisti) che riconoscono nelle farmacie un presidio sanitario».
Francesca Giani
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