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Politica e Sanità

15 Novembre 2011

Più fondi per evitare il ticket, ma non bastano


Sale a 400 milioni di euro, rispetto ai precedenti 50, il contributo che il Governo si dichiara disponibile a mettere sul tavolo per rispettare il patto per la salute ed evitare il ritorno dei ticket sulla diagnostica e specialistica per il 2009. La proposta è stata formalizzata questo pomeriggio dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e dal suo collega per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto all''incontro informale con le Regioni a cui hanno partecipato numerosi presidenti di Regione, alcuni presidenti di provincia e sindaci. "Abbiamo proposto - dice Sacconi al termine della riunione - che per il 2009 la rinuncia ai ticket programmati dal governo Prodi fosse sostenuta per metà dal Governo e per metà dalle Regioni. Quindi - precisa - il contributo alla rinuncia degli oneri conseguenti alla cancellazione dei ticket passerebbe, per parte nostra, da 50 a 400 milioni di euro", cioè più o meno la metà degli 833 milioni necessari per scongiurare l''impopolare misura. "Abbiamo garantito per l''anno 2009 in tutto e per tutto i fondi concordati. Anzi, a questi abbiamo aggiunto il finanziamento della nuova convenzione con la medicina generale e 350 milioni ulteriori per evitare i ticket - ricorda il ministro - Quindi, per il 2009, daremo tutti i soldi per il rispetto del patto per la salute". Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, all''uscita dell''incontro, ha detto che la proposta del ministero “non è sufficiente, perch� il Patto per la salute prevede una copertura a carico del Governo di risorse aggiuntive e per la manovra sulla farmaceutica fino a 2 miliardi. Dunque - ribadisce - gli 833 milioni di euro li deve mettere tutti l''Esecutivo, nelle forme che deciderà". Il presidente della Conferenza delle Regioni ha aggiunto che la riunione di oggi è stata solo "propedeutica all''incontro di domani (oggi per chi legge) conil Governo e il presidente del Consiglio". E ha anticipato che le Regioni "ostinatamente continueranno a impegnarsi per evitare un conflitto istituzionale che però sarà - ribadisce - inevitabile se non cambierà l''attuale quadro. E se le conseguenze se le assumerà il Governo". Più conciliante si dimostra Errani sulla possibilità di rinegoziare il Patto per la salute 2010-2012, "purch� si faccia in condizioni di concreta operatività. E non mettendoci di fronte a fatti compiuti. Parlare di federalismo fiscale in questo contesto - conclude - diventa sempre più difficile".

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