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Politica e Sanità

07 Novembre 2014

Toscana, riorganizzazione del territorio nel piano sanitario regionale


«Un lavoro intenso, che ha portato alla riorganizzazione della rete ospedaliera e della presenza sul territorio». È questo uno dei punti sottolineati a margine della votazione a maggioranza del piano integrato sanitario e sociale da parte di alcune componenti del consiglio regionale della Toscana, riportato nelle note di stampa. Secondo l'assessore al diritto alla salute, Luigi Marroni, il Piano disegna infatti «una serie di obiettivi dal punto di vista sanitario e sociale, obiettivi e contenuti di salute molto innovativi» e complessivamente è di «grande valore», nonostante il percorso «sia stato difficile, perché la spending review e altri provvedimenti nazionali ci hanno cambiato le carte in tavola» e nonostante vada affiancato dalla riforma della sanità «che stiamo per intraprendere e ci darà l'organizzazione adatta per realizzarlo al meglio». Noi, continua, «siamo andati avanti, e i conti della sanità in pareggio e i tanti riconoscimenti a livello nazionale hanno confermato la bontà e la solidità della nostra strategia». La visione che emerge è di una «salute come valore da garantire attraverso politiche sociali, sanitarie e ambientali, a livello regionale e locale, che supportino anche corrette scelte personali». A essere sottolineato poi, nel sito del consiglio regionale, «il ruolo positivo che svolgeranno le nuove tecnologie, con tutte le strutture sanitarie e gli operatori collegati in rete, con risparmi e meno rischi». E, secondo quanto emerge, uno spazio, all'interno di un documento molto vasto, sarebbe dedicato alla territorializzazione delle cure, con la valorizzazione del lavoro multidisciplinare anche attraverso le aggregazioni della medicina generale, e delle case della salute, ma anche un riferimento al ruolo di interfaccia tra cittadino e assistenza sanitaria delle farmacie e alla sua evoluzione anche in risposta ai bisogni di salute della popolazione - invecchiamento, moltiplicazione dell'offerta sanitaria, aumento della domanda di salute - e alla cronicità. Tra i finanziamenti che sarebbero stati messi sul piatto, circa 14 miliardi di euro per il biennio 2014-15, di cui 13,5 miliardi per la parte sanitaria e 483,8 milioni per quella sociale.

Francesca Giani

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