Calabria, Federfarma: da maggior uso generici risparmi per cittadini non per Ssr
In Calabria i farmaci generici si usano meno che in altre Regioni, rappresentano il 17% del totale delle unità dispensate contro la media nazionale del 24%, stando a recenti dati di Assogenerici, ma questo non pesa sull'economia della Sanità regionale per la quale l'incidenza della spesa per farmaci a brevetto scaduto, brand e generici, è in linea con la media nazionale. Puntualizzano così Vincenzo Defilippo e Alfredo Misasi, rispettivamente presidente e vicepresidente di Federfarma Calabria, quanto emerso nei giorni scorsi dall'incontro sul tema "I farmaci equivalenti per la sostenibilità del sistema sanitario regionale in Calabria" organizzato da Assogenerici a Catanzaro nei giorni scorsi. Secondo Federfarma Calabria quanto sostenuto dagli organizzatori, cioè che «un maggior ricorso ai generici farebbe risparmiare il Servizio sanitario regionale, non è vero ed è fuorviante». Il sindacato sottolinea che in Calabria «l'incidenza della spesa per l'intera categoria dei farmaci a brevetto scaduto, che comprende sia quelli di marca che i generici, è perfettamente in linea con la media nazionale». E ricorda che «se il cittadino vuole un farmaco più costoso o se il medico ha indicato sulla ricetta la non sostituibilità da parte del farmacista del farmaco prescritto, deve pagare la differenza tra prezzo di rimborso e prezzo del farmaco». E poi aggiunge: «È vero, invece, che un più ampio utilizzo dei generici farebbe risparmiare i cittadini che in molti casi non si fidano dei farmaci generici a seguito delle tante polemiche, spesso strumentali, sulla loro efficacia. Dunque, anziché diffondere messaggi fuorvianti su risparmi inesistenti, sarebbe necessario unire gli sforzi di tutti gli attori del sistema, per garantire un sempre più attento monitoraggio delle terapie, prevedendo un sistema di presa in carico dei pazienti cronici da parte delle farmacie in sinergia con i medici di medicina generale, in modo da garantire un uso corretto e appropriato dei farmaci». Questo, dicono i rappresentanti provinciali dei titolari, è la via «per ottimizzare l'uso delle risorse e sfruttare al meglio le opportunità di risparmio offerte dai medicinali a brevetto scaduto, utilizzandoli sempre quando possibile. Le risorse così liberate dovrebbero essere utilizzate per finanziare la diffusione dei medicinali innovativi che dovrebbero essere resi disponibili tramite le farmacie, agevolando i cittadini e garantendo la massima trasparenza su spesa e consumi grazie al monitoraggio assicurato dalle farmacie stesse». In questo modo, concludono, «si instaurerebbe realmente un circolo virtuoso che farebbe dei medicinali a brevetto scaduto un polmone per garantire la diffusione dell'innovazione e della farmacia e dei medici di medicina generale realmente gli attori centrali del processo di potenziamento dell'assistenza territoriale».
Simona Zazzetta
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