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23 Gennaio 2020

Depressione, l'app Giada per pazienti e caregiver


Un App per seguire il trattamento con psicofarmaci nelle persone che soffrono di depressione, per monitorare l'aderenza alla terapia e aiutare pazienti, medici e caregiver

Supportare nel trattamento con psicofarmaci la persona che soffre di depressione, accompagnandola con informazioni mirate, ausilio nel monitoraggio e strumenti di motivazione: questa la finalità dell'App Giada, realizzata da Edra, con il supporto non condizionato di Lundbeck Italia, e studiata con un board di esperti clinici.
Recenti dati Osmed mostrano che il 50% delle persone che inizia un trattamento psicofarmacologico lo interrompe dopo appena tre mesi, non solo per effetti collaterali, ma spesso perché il trattamento per la depressione inizia a funzionare e la persona che torna a sentirsi meglio decide in autonomia di interrompere la cura.
«Abbandonare la terapia quando inizia a dare i suoi frutti è purtroppo un comportamento diffuso ma decisamente scorretto», spiega Maria Signorelli, membro del board e ricercatrice di Psichiatria dell'Università di Catania, nonché coordinatrice dei giovani della Società italiana di psichiatria.
L'App è pensata per essere utilizzata da pazienti, caregiver e medici, che possono affidare a chi soffre di depressione e ai suoi familiari uno strumento di monitoraggio dell'aderenza al trattamento prescritto.
«C'è una grande sofferenza, spesso taciuta, di chi sta accanto alla persona che soffre di depressione. Espressioni come "inadeguato", "senso di frustrazione", "sulle mie spalle", si ritrovano nel narrato dei caregiver», ricorda Paola Chiesi, docente e ricercatrice della Fondazione Istud, «lungo il percorso di cura del proprio caro, il caregiver stesso presenta un peggioramento delle condizioni di salute».

Come funziona l'App

L'App Giada diventa allora una sorta di diario elettronico che accompagna e stimola paziente e caregiver. Oltre a consentire il monitoraggio della cura prescritta, permette di registrate il raggiungimento di piccoli miglioramenti quotidiani e rende disponibili informazioni utili secondo un approccio scientifico e disegnato da psichiatri esperti.
«Tra le strategie concettuali alla base dello sviluppo di Giada si annovera anche il "goal setting" che, in linea con il percorso terapeutico che si instaura con il proprio clinico, permette di identificare degli obiettivi nella sfera familiare, lavorativa e sociale e di monitorarne con regolarità il raggiungimento», spiega Umberto Volpe, associato di Psichiatria all'Università Politecnica delle Marche e membro del board che ha sviluppato l'App. «Questa funzionalità di Giada forse è tra gli aspetti più innovativi e utili al contempo perché risponde alle esigenze di recupero funzionale atteso dalle persone che soffrono di depressione e favorisce la collaborazione tra medico e paziente».
Fondamentale anche «l'aspetto del diario dell'umore o Mood Diary, che può essere condiviso con il proprio medico», aggiunge Giuseppe Carrà, associato di Psichiatria presso il dipartimento di Medicina e chirurgia a Milano Bicocca.
«Oggi più dell'80% delle interazioni digitali quotidiane passa attraverso gli smartphone», commenta Ludovico Baldessin, Cfco Edra. «L'App Giada rappresenta un radicale cambio di passo per combattere lo stigma che ancora ruota attorno a questa patologia, offrendo un nuovo livello di servizi digitali "intelligenti" a tutte le persone coinvolte nel percorso di cura della depressione».
Il nome Giada è stato scelto perché semplice e immediato da ricordare: è un nome di donna, di una persona che vuole essere accanto ai protagonisti del percorso di cura; la giada è una pietra verde che, secondo la sua simbologia, aiuta a riequilibrare e veicolare le emozioni. Il verde è anche il colore riconosciuto a livello mondiale dalla World federation for Mental health (Wfmh) per identificare i disturbi mentali.
«In Lundbeck non parliamo di pazienti, ma di persone», afferma Tiziana Mele, ad di Lundbeck Italia. «Abbiamo sostenuto il progetto dell'App Giada, perché mette al centro le persone coinvolte nel percorso di cura della depressione, supportandole. E si rivolge non solo alle persone che soffrono direttamente di questo disagio ma anche a coloro che sono coinvolti, direttamente o indirettamente, come i caregiver».
L'App, scaricabile su dispositivi mobile Ios e Android, ha il patrocinio dell'Associazione italiana per i disturbi depressivi (Aiddep), di Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, di Fondazione Istud, della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), della Società italiana di psichiatria (Sip) e Sip giovani, della Società italiana di psichiatria sociale (Sips) e della Società italiana di psicopatologia (Sopsi).

Chiara Romeo

TAG: DEPRESSIONE, PSICOFARMACOLOGIA, APP, SMARTPHONE, ADERENZA ALLA TERAPIA, PSICOFARMACI

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