Coronavirus, Oms: mortalità al 2%. Coordinamento sforzi per vaccino
Il vertice Oms-ministero della Salute: 95% casi in Cina. Sforzi coordinati per cercare vaccino e trattamento
«Ad oggi ci sono 80.980 casi di Covid-19 in 33 paesi, 13 dei quali nella Regione europea. Oltre il 95% dei casi è in Cina, solo il 3% al di fuori». A fare il bilancio dei nuovi contagi nel mondo è il direttore Europa dell'Oms Hans Kluge, in occasione del vertice organizzato al ministero della Salute con Oms, Ecdc e la commissaria alla Salute dell'Unione europea. Kluge, ringraziando il ministro della Salute per «la grande trasparenza nel condividere le informazioni, che possono aiutare a capire il virus», spiega che all'Oms si sta lavorando a un «coordinamento per rispondere a livello globale. Dobbiamo tenere presente il principio della proporzionalità: fare una valutazione obiettiva e adottare le necessarie misure. Prendiamo molto sul serio questo virus, ma bisogna considerare che 4 infetti su 5 hanno sintomi lievi e guariscono. Il tasso di letalità è circa il 2%, soprattutto in soggetti sopra i 65 anni con altre patologie - spiega - Da esperto di malattie infettive dico però che chiunque muoia è già troppo. Il messaggio per la popolazione italiana è di proteggersi e adottare tutte le misure previste dalle autorità. Evitate inoltre ogni forma di discriminazione».
Sforzi coordinati per vaccino e terapia
Sulle possibilità di terapie per combattere il virus, Klugespiega che stanno lavorando non solo per cercare di trovare una cura, ma anche per cercare un vaccino, «lo stiamo facendo attraverso l'Oms e abbiamo creato un gruppo di ricerca e sviluppo per coordinare gli sforzi. Tuttora non c'è una cura efficace contro questo virus, ma ci sono dei trial clinic con dei farmaci antivirali. Per sviluppare un vaccino - sottolinea - ci vuole almeno un anno e mezzo, ma già con Ebola la cooperazione internazionale ha dato i suoi frutti, l'importante è continuare a condividere le informazioni». A ribadire la questione è anche il commissario Ue alla Salute, Stella Kyriakides: «Al momento non siamo a conoscenza dell'esistenza di un trattamento por contrastare il coronavirus», tuttavia, il commissario europeo ha ricordato l'impegno per trovare un trattamento, «con 10 milioni di euro già stanziati dall'Ue per portare avanti la ricerca e la diagnosi del virus. Lunedì - dice - annunceremo altri 90 milioni di euro, attraverso una collaborazione tra l'Ue e le società farmaceutiche, nell'ambito dell'iniziativa per i farmaci innovativi».
A breve valutazione del rischio in Europa
Alla conferenza è intervenuta anche Andrea Ammon, direttrice del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) che ha dichiarato: «All'inizio della prossima settimana il Centro europeo per il controllo delle malattie aggiornerà la valutazione del rischio per l'Europa legato al nuovo coronavirus». Rispondendo a una domanda sul maggior numero di casi scoperti in Italia rispetto agli altri Paesi, la direttrice dell'Ecdc ha sottolineato: «Bisogna vedere quanti test vengono fatti per scoprire i casi di Covid-19, ma alla domanda sul perché sia accaduto in Italia non so rispondere. Sarebbe potuto accadere ovunque». Il ministero della Salute Roberto Speranza ha ribadito, poi, la necessità di un coordinamento internazionale, «la presenza qui e il supporto e sostegno pieno che l'Oms e l'Ecdc stanno dando alla nostra azione, in queste ore, ci conforta e ci rende determinati nel lavoro che stiamo facendo». Speranza pone l'accento anche sul tema della protezione dei nostri medici: «È una questione prioritaria, dobbiamo lavorare insieme alle istituzioni regionali per questo obiettivo. Non credo sia il momento per il rimpallo di responsabilità. Ci sono poteri straordinari che abbiamo dato a Borrelli che è in coordinamento costante con le istituzioni locali».
Speranza: sproporzionato e inefficace chiudere frontiere
«Apprezzo l'impegno a mantenere le frontiere aperte perché chiuderle sarebbe stata una misura sproporzionata e inefficace - ha affermato Stella Kyriakides - Se ci fossero approcci divergenti all'interno dell'Ue sarebbe un problema è questo va evitato la Commissione è pronta a coordinare. Peraltro, mi felicito dell'iniziativa della presidenza croata di continuare a organizzare incontri con i ministri della Salute, è importante che ai contatti tecnici seguano confronti politici. Inoltre subito dopo questo incontro la Commissione produrrà una serie di indicazioni ai viaggiatori che vanno o tornano dalle zone a rischio. Nella Ue siamo ancora in una fase di contenimento ma dobbiamo essere pronti a gestire un aumento dei casi, visto l'evolversi della situazione negli ultimi giorni. Tutti gli Stati membri devono essere pronti, devono avere un piano per intervenire. Al momento ci sono ancora molte incognite su questo virus, non solo per quanto riguarda la sua origine ma anche sulla sua diffusione. Questo è il motivo per cui gli esperti dell'Oms e dell'Ecdc sono sul territorio italiano - ha proseguito - proprio per capire come sta evolvendo la situazione e come dare sostegno».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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